Formaggio stagionato fatto in casa

stagera

Tempo fa avevo pubblicato un post in cui spiegavo come fare il formaggio fresco in casa.
Tuttavia quando ho un pò di tempo mi piace fare anche del formaggio stagionato.
Il procedimento è un pochino più lungo e laborioso ma una volta che ci si è presa la mano diventa più facile a farsi che a dirsi. :-)
Per quanto concerne il modo di procedere io mi rifaccio a questo manuale tratto dal sito Mr Carota.it, dove il procedimento è spiegato davvero bene.

Io ormai sono due anni che periodicamente lo faccio. Soprattutto in Inverno quando la temperatura fuori non è troppo alta!
Le tome che metto a stagionare le tratto con un'estrema cura e quando arriva il momento di mangiarle ... quasi mi dispiace! Cerco sempre di mangiarle quando ricorre un occasione particolare...una cena tra amici o una riunione di famiglia.

Occorrente per fare in casa due "tomette" :

- 8 litri di latte crudo
- due cucchiani di caglio
- termometro per alimenti
- fascelle



Si porta il latte ad una temperatura di 37° e si aggiunge il caglio. Si mescola bene.

Si copre la pentola con un coperchio e si lascia riposare il latte per 1 ora.
In inverno però, dato il freddo, potrebbe volerci un pò di più: se la cagliata non si è formata, aspettare.

Dopo un'ora si controlla se si è formata la cagliata. Se sì, allora si taglia la cagliata con un coltello e la si lascia riposare 5 minuti.

Dopo 5 minuti si rompe definitivamente la cagliata con una frusta da cucina...io la rompo in pezzi abbastanza piccoli quando devo mettere il formaggio a stagionare.

Dopodichè si cuoce la cagliata. La si porta ad una temperatura compresa tra i 45° e i 60°.
Io l'ho portata ad una temperatura di 45°, ho spento ed ho iniziato a metterla nelle fascelle.
La cottura della cagliata serve a fare in modo che nelle fascelle il formaggio perda una quantità maggiore di siero.

Dopo averla messa nelle fascelle ho lasciato le tomette a stufare.
La stufatura è la fase che prevede la fuoriuscita del siero dalla cagliata e deve essere fatta in ambiente piuttosto umido. Come suggeriva il sito mi sono arrangiata e ho messo le tome in una bacinella con delle tazze d'acqua bollente e le ho ricoperte con un asciugamano.

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La stufatura può durare da poche ore fino a qualche giorno.
Io le ho lasciate stufare 24 ore. Di tanto in tanto andavo a cambiare le tazze d'acqua e cercavo di far in modo che l'ambiente fosse sempre piuttosto umido.

Finita la fase di stufatura si passa a quella della salatura del formaggio.
Ho preparato una salamoia con 2 litri d'acqua e 320 grammi di sale ( 160 grammi per litro d'acqua), ho messo la toma, ancora nella sua fascella nella bacinella, l'ho ricoperta con un piatto così che andasse a fondo e fosse completamente ricoperta d'acqua. L'ho messa in frigo per un'ora e mezza.

formaggio fatto in casa

Terminata la fase di salatura si può levare la toma dalla fascella. Seguirà ora la fase della stagionatura.

formaggio fatto in casa

Per la stagionatura io utilizzo due piattini di legno non trattato su cui pongo le tome. L'ideale sarebbe mettere il formaggio su una griglietta che permetta al formaggio di aerearsi del tutto.

Dopodichè metto le tome dentro un mobiletto apposito che in piemontese si chiama "stagera", comprata ad una fiera qualche anno fa e le porto nella mia cantina.

formaggio fatto in casa

Lascio stagionare le tomette generalmente per 3 o 4 settimane, rigirandole una volta al giorno per la prima settimana. Poi a partire dalla seconda settimana le rigiro solo ogni due o tre giorni.
Durante le prime settimane bisogna ungere un giorno sì e uno no le tomette con olio di semi e un pò d'aceto: questo aiuterà a formare la crosta del formaggio.

13 commenti:

Cicabuma ha detto...

L'dea mi alletta ma mi sembra un procedimento molto lungo e laborioso!!!
Chissà, magari prima o popi mi butto!
Un abbraccio
Francesca
P.S. Sei davvero bravissima!!!

Ale ha detto...

WOW CHE SOGNO!!
Eh ma a breve mi cimenterò anche io in tutte queste fantastiche autoproduzioni!
Che bello averti scoperta!!
Bacioni
Ale

Andrea ha detto...

Non può venirti male per la passione
che ci metti lo dimostri quando
dici che è quasi un peccato tagliare
le forme, portando la temperatura a
45° hai fatto un formaggio del tipo cotto.
hai provato a fare la ricotta dal siero rimasto?
complimenti ancora
ciao.
Andrea

Emanuela ha detto...

Bellissima idea, grazie per le indicazioni, sono sempre preziose e ... stimolanti!
Buona giornata di sole.

betulla ha detto...

È molto bello questo blog, complimenti. Abbiamo parecchi gusti e molte abitudini in comune, quindi tornerò con calma a "spulciare" tra le belle cose che produci. Ciao

Ikka ha detto...

@francesca: purtoppo è un pò laborioso..me ne rendo conto!:-)
@ale: sei sempre molto gentile, Ale!:-)
@andrea: benvenuto!:-) Guarda ho provato a fare la ricotta ma purtroppo non mi è riuscita. Ho bisogno di qualche dritta in proposito!:-)
@emanuela: grazie...e naturalmente buona giornata di sole anche a te...speriamo che i giorni di sole in questo inverno gelido siano sempre di più!:-)
@Betulla: Benvenuta!:-)Torna pure quando vuoi!

ALCHEMILLA ha detto...

Fantastico! Fantastico!
Non ho altre parole: fantastico!

Federica ha detto...

quanto tempo deve passare per avere una stagionatura "minima"?

Anonimo ha detto...

Ciao, dove posso trovare questa "stagera"?

Ti ringrazio,
Elisa

Ikka ha detto...

@elisa: ciao!:-) Io avevo trovato questa "stagera" ad una fiera qua in provincia di Torino. A volte però si trovano anche in ferramente ben fornite! Spero di esserti stata d'aiuto!:-)

Anonimo ha detto...

Grazie! Allora proverò ad andare in ferramenta...sperando di essere forunata!!!

Elisa

Anonimo ha detto...

Ascolta,non cge mi sapresti indicare tu una ferramenta di Torino in cui potrei trovarla?

grazie!

Ikka ha detto...

@purtroppo ferramente a Torino non ne conosco!:-) Dovresti provare a vedere in qualche ferramente di qualche paesino in provincia forse...Io la mia se non ricordo male l'avevo presa alla fiera di Bruino (TO) che si tiene a settembre/ottobre se non ricordo male...