martedì 22 dicembre 2009

Neve!

neve 2009

Ieri è cominciato "ufficialmente" l'Inverno. L'inverno vero e proprio... quello che ti fa venire voglia di rinchiuderti in casa e di non uscire per nulla al mondo.
Oltre al freddo polare è arrivata anche la neve, e ne è prevista altra nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Quando ero piccola l'arrivo della neve era una festa: significava pupazzi di neve, palle di neve con gli amici, discese con il bob (vecchio, scassato e anche un pò pericoloso!) con i cuginetti e perchè no, stare a casa da scuola. Quando seduta sul banco di scuola vedevo nevicare, speravo ne venisse sempre di più e sempre di più...
E la neve mi piace ancora oggi.
Mi piace l'idea che con tanta neve tutto si fermi ; mi fa pensare ad un mondo che ancora riesce a fermarsi davanti a qualcosa...e la neve è forse l'unica cosa che riesce a fermare tutti quanti e tutto quanto.
L'unico a non fermarsi è Kyri, il nostro gattino, che per la prima volta ha visto la neve e curiosissimo non fa che saltellare di qua e di là, inzuppandosi tutto...:-)

kyri

In queste giornate non resta altro che rimanere in casa a godersi il tepore della stufa, immersa nella lettura di questo libro, regalo di Natale in anticipo di una carissima amica che oltre al libro ha ben pensato di regalarmi dei graditissimi (e utilissimi!:-) vasetti per coltivare in casa...e visto il clima fuori direi che ha fatto bene!

calendario semina

Mentre cerco di capire cosa coltiverò nei prossimi mesi auguro a tutti quanti di trascorrere delle buonissime feste!:-)

martedì 15 dicembre 2009

Regali utili



In questi giorni, dato l'imminente arrivo delle feste natalizie mi sto ritrovando indaffarata nell'acquisto degli ultimi regali.

La cosa ideale sarebbe evitare di alimentare il mercato dei consumi in questo periodo, che è già bello di suo e rappresenta qualcosa di importante ma è inutile negarlo molte persone intorno si attendono qualcosa in dono.
E a dirla tutta è davvero bello donare qualcosa a qualcuno...!:-)
Ho deciso ,però, che quest'anno i miei doni saranno all'insegna dell'utilità!:-)
Per principio. Basta con le cose inutili.

Ma ho scoperto quanto possa essere difficile fare un regalo utile. Perchè per fare un regalo utile c'è bisogno di molto tempo, di ascolto, di conoscere bene una persona. Ci vuole impegno in altre parole. Ma ho scoperto che tutto ciò può essere anche molto divertente!
Da un pò di tempo sto cercando di notare se alle persone intorno a me serve davvero qualcosa o meno. E molto spesso viene fuori, osservando, ascoltando o semplicemente chiacchierando del più e del meno, che qualcosa manca per davvero. E allora vieni a scoprire che c'è un ferro da stiro che fa le bizze. Che l'Internazionale in edicola finisce subito e spesso non lo trovi. Che c'è quel libro che ci si dimentica sempre di chiedere in biblioteca o quella tisana che berresti troppo volentieri ora che fa freddo... :-)

Spunti che fanno capolino tra i discorsi di tutti i giorni mi hanno indirizzato verso i regali che potrebbero essere più o meno utili...ora non mi resta che darmi da fare con gli ultimi doni.:-)

venerdì 11 dicembre 2009

Giornata Internazionale della Montagna

giornata internazionale montagna logo

L'11 dicembre ricorre la Giornata Internazionale della Montagna
In questa giornata si celebra la montagna ma è anche un momento per riflettere sui problemi di natura ambientale e sociale ad essa connessi. E' stata istituita dall'Onu nel 2003, in seguito al successo dell'2002 come anno Internazionale delle Montagne.

Io che vivo in Piemonte e adoro le splendide montagne che circondano il nostro bellissimo territorio ci tenevo a postare qualche foto di escursioni e trekking che abbiamo fatto io e Daniele.
Che dire? La montagna è un mondo tutto da scoprire, da assaporare e amare in tutte le sue sfaccettature.
La montagna ha un suo volto in ogni stagione: è stupendo vedere la neve sciogliersi a primavera, camminare tra i prati fioriti nella bella stagione ed esplorarla con le ciaspole d'inverno. Qualche volte ho provato anche a sciare ma sono piuttosto negata, lo ammetto!:-)


Sant'Anna di Bellino (CN)






Sotto il Monviso - Valle Po (CN)



Verso la Borgata Palè - Giaveno (To)

mercoledì 2 dicembre 2009

Involtini di cavolo verza



I cavoli nel mio orto stanno crescendo ma sono ancora piccini...prima di riuscire a mangiarne uno, credo, passerà ancora parecchio tempo.
Due giorni fa , però, il mio vicino di casa mi ha regalato due enormi cavoli verza provenienti dal suo orto. Avendoli piantati prima di me li ha già belli grandi! Dopo averne consumati un bel pò passati in padella, crudi in insalata, averli aggiunti alla minestra di verdure e non sapere più come cucinarli...mia suocera mi ha fornito una brillante idea: fare degli involtini!
Farli è facile facile!

Occorrente:

- un cavolo verza dalle foglie belle larghe
- una mozzarella ( fontina o qualsisasi formaggio che fila va comunque benissimo)

Procedimento:

Mettere a bollire in una pentola dell'abbondante acqua salata.
Staccare dalla verza le foglie esterne belle larghe e sbollentarle per 5-6 minuti.
Una volta sbollentate, scolarle e asciugarle con della carta assorbente e farcirle con il formaggio che avrete scelto (io ho utilizzato della mozzarella).
Arrotolarli e chiuderli con uno stuzzicadenti.

Passarli in forno a 180° per circa 10 minuti fino a quando il formaggio non si sarà sciolto del tutto e servire.

Si possono preparare anche con largo anticipo, la mattina per esempio, e poi poco prima di servirli si passano in forno. :-)

involtini verza

giovedì 26 novembre 2009

Burro fatto in casa

burro fatto in casa

Il burro è un alimento molto usato nelle preparazioni piemontesi. I miei nonni riuscivano a metterlo ovunque...in qualsiasi pietanza :-).
Se consumato con moderazione è un ottimo alimento.

In estate, quando io e Daniele ci rechiamo in montagna per qualche passeggiata o un pò di trekking, ci fermiamo a comprarlo in qualche malga o alpeggio. Il sapore del burro fresco è qualcosa di speciale.
In inverno in alternativa, siccome spesso il burro che si compra ha poco a che vedere con il burro vero e proprio, ma deriva piuttosto da scarti di lavorazione del latte, ce lo facciamo da noi.

Fare il burro in casa è più semplice di quello che si possa immaginare. I miei nonni lo facevano in casa con la panna fresca del latte appena munto ma nel nostro caso bisogna accontentarsi della panna fresca del supermercato.:-)

Il burro fatto in casa non è economico, in quanto la resa di una confezione di panna è di circa la metà, ma è sicuramente buonissimo, ottimo da spalmare sulle fette biscottate la mattina o su dei crostini come stuzzichino. Provare per credere.
Da una confezione di panna da 200 ml si ottengono circa 100 grammi di burro.

E farlo è proprio facile facile.
Io utilizzo il metodo consigliato da questo sito e mi sono sempre trovata benissimo.

Occorrente:

-Una confezione di panna fresca da 200 ml
-Frullino per montare la panna

Procedimento:

Mettere la panna appena tolta dal frigo in un contenitore (se è freddo è meglio, la panna si monterà più facilmente).
Iniziare a montare la panna. Una volta montata si continua a montare fino a quando la panna non diverrà sempre più solida e comincerà a separarsi dal siero.
Ciò che si è separato dal siero, sarà il nostro burro.

Qui si vede come la parte solida si è separata da quella liquida

 preparazione del burro fatto in casa

A questo punto si prendono i fiochi di burro, li si compatta fino a formare una "pallina". La si mette in un colino e la si sciascqua sotto l'acqua corrente fredda fino a quando l'acqua non scorrerà limpida e chiara.
Una volte strizzato lo si ripone in un contenitore con coperchio; lo si può conservare in frigo per 4 o 5 giorni.

Se avete voglia di provarlo, son sicura che non vi deluderà!:-)

lunedì 23 novembre 2009

Detersivi alla spina

detersivi ecologici


Qualche post fa accennavo all'importanza di differenziare i rifiuti.
Ancor meglio che differenziare i rifiuti sarebbe ottimo non produrne...ma è molto molto difficile.:-)

La Regione Piemonte, tuttavia, da qualche tempo sta portando avanti un'iniziativa interessante di comune accordo con alcune grandi catene della grande distribuzione e che consiste nella vendita di detersivi "alla spina" in diversi supermercati e ipermercati.

Il meccanismo è semplice: si acquista una prima volta il contenitore, lo si riempie spillando dal distributore e lo si porta a casa. Una volta che lo avremo finito, basterà recarsi nuovamente nel punto vendita con nostra la bottiglia e la si riempie di nuovo. Il tutto ad una modica cifra: 1 euro per ogni litro di detersivo.
(La bottiglia acquistata la prima volta costa 50 centesimi).

E' possibile acquistare sfusi :

-il detersivo per i piatti,
-il detersivo per il bucato
-l'ammorbidente
-il detersivo per i pavimenti

Io compro alla spina il detersivo per i piatti e quello per il bucato, e trovo vadano benissimo.

Questo dei detersivi alla spina è un modo intelligente per ridurre il consumo di plastica, ridurre i costi di trasporto, stoccaggio e imballaggio del prodotto.

Io generalmente mi reco nei punti vendita Coop per la spesa e di conseguenza riempio lì i miei flaconi, ma nel caso anche altre catene della GDO qua in Piemonte propongono dei detersivi alla spina;
Qui potete trovare un elenco, anche se purtroppo non è aggiornatissimo.

E quanto ai vari saponi che utilizziamo per lavarci?

Alla spina non ne ho trovati, però sempre Coop propone un'alternativa.
Si possono infatti trovare delle ricariche di bagnoschiuma o sapone liquido che fanno in modo che si possa acquistare solo il prodotto e non il flacone...altra cosa questa molto utile per ridurre almeno un pò il consumo di plastica.
Io compro oramai solo più ricariche e riempio di volta in volta i flaconi che ho tenuto da parte.:-)

giovedì 19 novembre 2009

Pesce allevato, pescato, decongelato... e pesce azzurro

pesce

Io e Daniele abbiamo ridotto tantissimo il nostro consumo di carne, cerchiamo di mangiarne pochissima. Quanto al pesce di tanto in tanto capita di mangiarlo.
Ma anche lì con attenzione.

Sui banchi del pesce le alternative disponibili generalmente sono :

- pesce decongelato
- pesce fresco allevato
- pesce fresco pescato

Il pesce decongelato mi capita di comprarlo raramente. So che il pesce appena pescato viene generalmente congelato immediatamente e che paradossalmente a volte è più fresco il pesce congelato di quello fresco presente sui banchi...ma dinanzi al pesce decongelato non faccio salti di gioia...è più forte di me.:-)
Un pesce decongelato è un pesce che è stato pescato, congelato, trasportato, e decongelato per essere rivenduto al mercato. Ha già subito un bel pò di passaggi...non proprio ecologici.
Spesso mi capita di vedere i polpi decongelati costare comunque pochi euro in meno rispetto a quelli freschi...e allora mi dico...piuttosto me lo compro fresco.:-)

Il pesce di allevamento generalmente viene sconsigliato, perchè nutrito in cattività e grazie a dei mangimi sfarinati di dubbia provenienza.
Il prezzo del pesce allevato è chiaramente più basso di quello pescato;
Un'orata pescata costa all'incira 20 euro al kilo al mercato da me, mentre una d'allevamento costa intorno ai 10 euro, e se proviene da paesi come la Grecia, forse la si trova anche a meno. Tuttavia salmoni, trote, orate e branzini allevati hanno un sapore diverso da quelli pescati.
Qualche volta mi capita di comprarlo ma se riesco ne faccio a meno.

Il pesce pescato come riportavo sopra è generalmente più caro, ottimo però dal punto di vista nutritivo/qualitativo e meno grasso di quello allevato, perchè si nutre in natura.

L'alternativa sembra essere: o si compra pesce d'allevamento a buon prezzo o si compra del pesce pescato, a prezzo più elevato.

Ma non è proprio così...ci sono molti tipi di pesce fresco, magari meno conosciuti, che sono ottimi e a prezzo ragionevole.

Un tipo di pesce fresco che viene comprato e consumato poco è il pesce azzurro.
Ottimo dal punto di vista nutritivo e ottimo anche per il portafoglio
. E' infatti molto più economico di molte altri tipi di pesce ma è quasi sempre pescato e fresco sui banchi del pesce.
La ragione per cui costa meno non è perchè meno buono o pregiato (anche se molti lo considerano pesce di serie b) ma perchè abbonda nei nostri mari.
Così piuttosto che ripiegare su del pesce allevato a basso costo, ultimamente ci dirigiamo sul pesce azzurro.

Sabato scorso mi è capitato di comprare al mercato dello sgombro fresco a 4 euro al kilo...Io e Daniele siamo tornati a casa con due sgombri da mezzo kilo l'uno e a pranzo li abbiamo cucinati al cartoccio. Veramente ottimi.:-)

Ma cosa si intende per "pesce azzurro"?

Il pesce azzurro non è proprio una qualità di pesce ma una denominazione di uso comune e riguarda alcuni tipi di pesce che hanno una leggera venatura azzurra sul dorso.
Vengono generalmente considerati pesci azzurri : alici o acciughe, sardine, sgombri, aguglie e il suro.
In cucina sono ottimi e hanno moltissime proprietà nutritive...oltretutto sono ricchi di grassi insaturi e quindi meno dannosi per la salute.

Io di tutti questi pesci cucino spesso le alici, sia marinate sia fritte, talvolta le sardine e ultimamente gli sgombri o al cartoccio oppure sfilettati e passati sulla piastra.

Una cosa che mi piacerebbe fare prima o poi è mettere le alici sotto sale e consumarle dopo un paio di mesi...devo ancora ricevere qualche dritta su come procedere correttamente, ma prima o poi proverò!:-)

lunedì 16 novembre 2009

Differenziare i nostri rifiuti...comodamente!

bidone

Quest'estate io e Daniele abbiamo trascorso una settimana di vacanza nel Voralberg, in Austria.
La signora che ci affittava l'appartamento, nel momento in cui ci ha consegnato le chiavi, si è premurata di dirci che non avremmo trovato un bidone unico per i rifiuti, bensì molti bidoncini in garage, dove smaltire i nostri rifiuti durante la nostra permanenza.
Questa cosa mi ha fatto sorridere...e mi ha fatto capire che spesso noi italiani, all'estero, in termini di raccolta differenziata e gestione dei rifiuti siamo visti come dei principianti. E forse non completamente a torto!:-)

Personalmente la questione rifiuti mi sta molto a cuore.
L'ideale sarebbe produrre pochi rifiuti, buttare il meno possibile, e nel caso riutillizzare le cose che acquistiamo.

Purtoppo,quando ci rechiamo a fare la spesa non veniamo aiutati e per ogni cosa che acquistiamo, alimentare e non, ci ritroviamo con un imballaggio, un sacchetto o una borsa di plastica da smaltire.

Io generalmente cerco di andare a fare la spesa con delle borse che mi porto da casa, di comprare alimenti privi di imballaggio e cerco di riutilizzare tutto: una vaschetta di plastica può essere utile per metterci dentro qualcosina, così come i contenitori di vetro possono essere tenuti da parte per conserve o marmellate.
Però purtoppo riutillizzare tutto è molto molto difficile.
E quindi se di cose da smaltire si tratta allora, almeno, cerco di smaltirle per bene e di praticare la raccolta differenziata dei rifiuti.

Qui nel mio paese da un anno a questa parte il comune ha deciso di creare per ogni borgata una zona rifuti con un bidone per il vetro, uno per la plastica, uno per l'organico, uno per la carta e uno per il rifiuto indifferenziato. Vi è una normativa che riguarda tutti i comuni italiani, la quale, prevede l'obbligo di raggiungere il 65% di rifiuti riciclati entro il 2012.

Prima invece, la regola era avere un cassonetto grigio per tutti i rifiuti nelle borgate e in qualche area in paese, dei cassonetti per differenziare. Molti per pigrizia o mancanza di tempo non erano propensi a praticare la raccolta differenziata perchè voleva dire prendere l'auto e andare appositamente a gettare plastica o carta. E la raccolta differenziata veniva praticata da pochi.

Da quando il comune ha cominciato a diffondere i bidoni per la raccolta differenziata vedo gente che si prodiga molto più di prima a smaltire i rifiuti. Anche chi non era abituato a differenziare.
E' stato sufficiente mettere dei bidoni vicino a casa per tirare fuori la coscienza ecologica di molti. :-)
Segno che basta davvero poco, a volte.


E in casa come sono organizzata?

Mi son procurata 5 cestini diversi che tengo in un angolo della cucina in cui getto i miei rifiuti.
Generalmente svuoto i miei cestini una volta a settimana...e finalmente posso andarci a piedi!:-)

martedì 10 novembre 2009

"Basta" di John Naish

Basta di John Naish

Come avrete visto dal badge di Anobii a lato, negli ultimi tempi avevo in lettura "Basta" di John Naish.
Questo libro mi è piaciuto molto.
Soprattutto perchè l'autore oltre a elencare i limiti del sistema consumistico propone come soluzione una sua teoria: ossia riuscire a fermarsi al "quanto basta".

Naish afferma:

"Abbiamo creato una cultura dove domina un messaggio del tipo: non abbiamo ancora tutto quello che ci occorre per essere soddisfatti. Ci sentiamo ripetere che la soluzione è avere, vedere, esistere e darsi da fare ancora di più. Sempre di più. Ma questo produce un frutto avvelenato: i livelli di stress, depressione, logoramento stanno tutti salendo all'impazzata, anche se viviamo in mezzo a un'abbondanza mai vista prima. E il nostro pianeta non sembra passarsela molto meglio.
Dobbiamo subito smettere di sollecitare i formdabili istini che da sempre ci rendono così insoddisfatti.[...]
La pratica del q.b.è la strada obbligata per arrivare all'appagamento. Si tratta di un' ecologia individuale: ognuno di noi deve trovare il proprio equilibrio sostenibile. Il q.b. è il punto critico, oltre il quale avere tutto e di più peggiora la vita invece di migliorarla."


Mi piace molto vedere le cose in questi termini, e mi ritrovo completamente d'accordo con Naish. Oltre un tot, una certa soglia, la maggior parte delle cose che abbiamo, vogliamo, desideriamo o semplicemente compriamo non fa che complicarci la vita, invece che semplificarla.
La cosa più semplice sarebbe ammettere e riconoscere di possedere già molto e fermarsi e non alimentare la continua frenesia di consumo.
E tutto ciò riguarda moltissimi aspetti dell'esistenza. Anche la dimensione lavorativa.

Si lavorano magari molte ore al giorno per avere uno stipendio alto, il quale però non ci permette più di avere del tempo per la nostra vita e le persone intorno e paghiamo per tutti i servizi, e per tutte quelle cose che non riusciamo a fare da noi.

Naish stesso affronta il discorso del lavoro e racconta come in prima persona abbia rinunciato ad "salto di carriera" ben sapendo i risvolti che poteva implicare.

Ma lavoro a parte, le cose a cui è necessario dire basta secondo Naish sono anche molte altre: cibo, informazioni, opzioni e roba.
Ogni capitolo è incentrato sul dire basta a ognuna delle cose sopra...o almeno a scoprire il punto critico, il quanto basta, oltre al quale tutte le cose invece che portare vantaggi conducono ad una serie di svantaggi.

E'un libro che aiuta a riflettere non poco:-)

lunedì 9 novembre 2009

Blog consigli

Oggi un post un pò particolare...:-)
Ringrazio innanzitutto Daniela di "Il coltello di Banjas" per avermi premiata e segnalata tra i blog da sbirciare e mi accingo a mia volta a consigliare alcuni dei blog che seguo!

Erbaviola : Blog fantastico con un sacco di spunti interessanti per l'orto e l'alimentazione vegan :-)

Equazioni: Tanti consigli utili e idee pratiche di due super genitori :-)

Poco a poco: Tanti spunti interessanti :-)

Orticoltura sperimentale: Idee ed esperimenti di orto sul balcone..con risultati splendidi.
Mi ha troppo incuriosito con il Bokashi!!:-)

Filosoficamente sostenibile: Tante genuine riflessioni :-)

La mansarda dei nostri sogni: E' il blog di Alessandra che si accinge ad andare a convivere con il fidanzato :-)

Cucina e cantina : Propone ricette semplici e appetitose :-)

Zen habits: E' il blog principale di Leo Babuta...padre di famiglia con 5 figli, vive a Guam e fornisce consigli su come migliorare la propria vita...spiegando come ci è riuscito lui!

Mnmlist: Il side blog di Leo Babuta: consigli pratici su come vivere in modo minimale.

Nel mentre ne approfitto per partecipare anche al gioco delle 8 domande a cui mi ha invitato Rosita...

1)6 soprannomi:

Ica
Ikka
Fede
Tre posson bastare? :-)


2)3 cose che indossi in questo momento:

jeans
maglietta
felpa

3)3 cose che hai fatto, sta notte, ieri e oggi:

dormire
cucinare
ascoltare un buon cd

4)2 cose che hai mangiato oggi:

fette biscottate e caffè a colazione

5)2 persone a cui hai telefonato oggi:

ehmmm...ancora a nessuno!

6)2 cose che farai domani:

raccogliere dei cachi dalle due piante in giardino
fare la pizza in casa

7)3 bibite preferite:

acqua
caffè
vino

8)Fai partcecipare altre 5 persone:

Invito al gioco, se a loro va di partecipare:

Daniela
Alessandra
Sara T
Laura
Cucina e Cantina

martedì 3 novembre 2009

Farine in arrivo

farine

La scorsa settimana avevo ordinato on line le farine per fare il pane e oggi sono arrivate.
Ogni volta che arriva l'ordine, il corriere mi chiede se abbiamo una panetteria, con tutti i colli che deve consegnare! In realtà la farina non è tutta per me e quando ordino, ordino in grande e acquisto anche per genitori e suoceri.
Tra le cose che ho ordinato ci sono 10 kg di farina 00, 10 kg di farina manitoba, 5 kg di farina tipo 0 e della semola di grano duro che dovrebbe andar bene anche per fare i semolini dolci.

Quando ho iniziato a panificare non ne sapevo molto di farine e tendevo ad utilizzare per ogni cosa la farina di grano tenero 00.
Via via ho però iniziato ad approfondire e ad appassionarmi e ho scoperto un mondo che mi era sconosciuto!:-)

Innanzitutto ho capito che esiste una differenza sostanziale tra la farina di grano tenero e la farina di grano duro, la quale viene chiamata "semola" generalmente.

La farina di grano tenero si può dividere in tipo 00, 0, 1, 2 e Integrale.
I tipi indicano il livello di raffinazione della farina: la 00 è quella più raffinata; la 0 è un pò meno raffinata, e via così. Via via che cresce il numero, le farine diventano più grezze fino alla integrale che è la meno raffinata di tutte e contiene anche della crusca.

La farina di grano duro o semola, invece, si distingue da quella di grano tenero per via del suo colore (giallo) e per via della sua granulosità. Viene utilizzata moltissimo nella preparazione della pasta.

Io oramai sono metodica nell'utilizzo della farine di frumento e ogni farina ha la sua destinazione:

-Per fare il pane utilizzo un mix di farina manitoba e farina 00, come vedete in questo post.
Il pane risulta ottimo.

-Per preparare i dolci (torte, frolle etc) utilizzo farina di tipo 00 e a volte un pò di farina integrale.

-Per fare la pizza utilizzo generalmente farina di tipo 0.

-Per fare il semolino dolce e gnocchi alla romana utilizzo la semola di grano duro.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa è la farina Manitoba. Io all'inizio ero incuriosita da questa farina dal nome così strano e che non sempre riuscivo a trovare.

La farina Manitoba è una farina di grano tenero molto forte e ricca di glutine, chiamata così perchè il grano da cui deriva, veniva coltivato nella regione canadese chiamata Manitoba.
E' ottima per panificare e per i prodotti che richiedono una lunga lievitazione o sono ricchi di grassi.

venerdì 30 ottobre 2009

Yogurt fatto in casa

yogurt fatto in casa

Lo yogurt è un alimento che mi piace tantissimo. Esso consiste in latte fermentato da fermenti lattici che gli vengono aggiunti e che fanno sì che il lattosio, presente nel latte, si trasformi in acido lattico.

Farlo in casa è molto semplice ed è anche piuttosto pratico, data la diffusione di varie yogurtiere in commercio.
Noi ne abbiamo una che ci è stata regalata tempo fa e lo facciamo spesso in casa.

Che dire dello yogurt fatto in casa?

- è molto più buono di quello in commercio : io non riesco quasi più a mangiare lo yogurt del supermercato, mi sembra annacquato rispetto al nostro!
- è più economico: con un litro di latte e una bustina di fermenti lattici si ottengono 8 vasetti di yogurt.
- è ecologico : zero imballaggi ma solo comodi e pratici vasetti di vetro in dotazione alla yogurtiera che si possono lavare e riutillizzare.

Le yogurtiere in commercio sono inoltre abbastanza accessibili: tra 15 e i 30 euro si trovano moltissime valide alternative.

Per fare in casa lo yogurt serviranno:

-Un litro di latte intero
-Fermenti lattici (acquistabili in farmacia)

Dopo di che sarà sufficiente mescolare il latte ( a temperatura ambiente) e i fermenti lattici in un contenitore. Dopo aver mescolato, si versa il tutto nei vasetti di vetro e li si ripone nella yogurtiera.

I vasetti prima dell'accensione della yogurtiera:

yogurtiera

Si accende la yogurtiera e dopo circa 6-8 ore lo yoghurt è pronto.

La yogurtiera non fa altro che riscaldare il latte e i fermenti fino a 35°-40° e mantenere costante questa temperatura, che permetterà allo yogurt di formarsi.

Nel caso non si volessero acquistare i fermenti lattici in farmacia si può mescolare il latte ad un vasetto di yogurt naturale da 125 gr.
I risultati migliori io li ho ottenuti usando dello yogurt naturale bio della Coop mischiato con un pò meno di un litro di latte. Viene uno yogurt cremosissimo! :-)

Inoltre, qualora si faccia spesso lo yogurt, si può tenere da parte un vasetto di yogurt fatto in casa: lo si potrà utilizzare come starter per lo yogurt successivo.
Basterà infatti ogni volta mescolare il nostro vasetto di yogurt autoprodotto ad un litro di latte e si avranno nuovamente altri 8 vasetti yogurt.
Dopo un pò di volte che si utilizza questo metodo, però, lo yogurt comincia a diventare sempre più liquido: a quel punto conviene utilizzare per il prossimo yogurt dei nuovi fermenti.

mercoledì 28 ottobre 2009

L'orto in autunno inoltrato

cavolo

Non ho più dato alcun aggiornamento riguardo al nostro orto.
Posso dire che l'orto procede. Ho levato qualche giorno fa le piante di pomodoro a malincuore, ma oramai avevan fatto il loro tempo. Hanno portato pomodori fino ai primi giorni di Ottobre dato il caldo straordinario di quest'anno.
Gli ultimi pomodori li ho raccolti ancora verdi e li ho messi maturare in casa in un cestino: li sto consumando in questi giorni.
Il basilico sul balcone sta ancora resistendo, ha ancora delle bellissime foglioline verdi...ma credo non durerà ancora molto!
Nel mentre resiste ancora la rucola e i miei cavoli e cavolfiori che spero a poco a poco porteranno i loro frutti.
Ora che è passata la stagione calda non è più necessario innaffiare tutti i giorni e di conseguenza il lavoro è molto minore: si tratta di tanto in tanto di andare a levare le erbacce...quelle sì non mancano mai!

Due piantine di cavolo e la rucola:

orto

L'altro pezzetto di orto con le restanti piantine di cavolo:

orto

Inizialmente le piantine di cavolo e cavolfiore erano un pochino di più, ma i lumaconi qua intorno hanno banchettato per bene e qualche piantina è stata letteralmente divorata nei giorni successivi alla messa a dimora. Ora che le piantine sono più grandi e resistenti, gli attacchi delle lumache sono meno pericolosi.

Le lumache son state un problema fin da quando abbiamo iniziato a coltivare l'orto.
Quest'estate avevo piantato della lattuga che però non sono riuscita a a salvaguardare. Nel giro di un paio di giorni, le lumache avevan fatto piazza pulita.
Tuttavia lumachicidi assolutamente non ne voglio usare: in primo luogo perchè non voglio buttare veleno su quello che coltiviamo e in secondo luogo, sarebbe anche pericoloso per gatti e varie bestiole che passano spesso di qua.

Che fare allora?

Abbiamo optato per dei sottovasi di plastica pieni di birra: un pò hanno funzionato.
Le lumache vengono attratte dall'odore dolcisatro della birra in modo spaventoso! :-)

Ho notato, però, che la birra deve essere pura...se per caso piove e il sottovaso si riempie d'acqua, le lumache (mica sceme!) non se la filano affatto!

Comunque con il freddo le lumache dovrebbero farsi vedere di meno, quindi, i miei cavoli e cavolfori possono dormire sonni traquilli. :-)

lunedì 26 ottobre 2009

Pizza con poolish

pizza fatta in casa con poolish

Da quando ho scoperto il poolish lo utilizzo veramente tantissimo.
La lievitazione mista che si ottiene con il poolish (sia acida sia alcolica) rende il pane e altri prodotti da forno davvero ottimi.

Ieri ero in preda ad una voglia matta di pizza, e quindi ho pensato di farla utilizzando il poolish che uso per fare il pane con la macchina del pane.
E' stato un esperimento riuscito!
Prima di ieri avevo sempre fatto la pizza in casa con lievitazione diretta, e veniva comunque buona ma con il poolish dovrebbe risultare più leggera, dato che la quantità di lievito di birra presente nell'impasto è minore.

Per fare la pizza con il poolish bisogna partire con un certo anticipo: io ho iniziato alle 10 del mattino per aver una pizza pronta da mangiare la sera. Il poolish in questione prevede infatti 5 ore di lievitazione.

Per il poolish:

- 300 gr di farina di tipo 0
- 300 gr di acqua tiepida
- 3 gr di lievito di birra fresco


Metto gli ingredienti in un contenitore e mescolo bene fino ad ottenere una pappetta. Lascio riposare il composto fuori dal frigo, coperto, per 5 ore.

Trascorse le 5 ore aggiungo:

- 200 grammi di farina di tipo 0
- un cucchiaino di zucchero
- due cucchiaini di sale.
- un cucchiaio d'olio extravergine di oliva


Impasto bene.

Se l'impasto è troppo molle e si attacca alle mani aggiungo ancora un pochino di farina.

Metto l'impasto a lievitare nel suo recipiente, coperto da un'asciugamano umido, in forno spento per 2 ore.
L'asciugamano umido farà in modo che l'impasto non si secchi in superficie e possa lievitare bene, mentre il forno è un posto coperto, al riparo da correnti d'aria che potrebbero disturbare la lievitazione.

Trascorse le 2 ore, divido l'impasto in due palline e le stendo con il mattarello per far uscire il lievito in eccesso.

Preparo due teglie con carta da forno leggermente oliata e vi dispongo sopra l'impasto steso.
Lo ricopro con il pomodoro e lo lascio lievitare ancora 30 minuti.

Qui sotto vedete una delle due teglie prima di essere infornata:

pizza fatta in casa con poolish

Accendo il forno alla temperatura massima (Il mio è un forno a gas che arriva fino a 260°) e quando è ben caldo inforno la prima pizza solo con il pomodoro.
Lascio cuocere 10-15 minuti o fino a quando l'impasto non mi sembra ben cotto.

Tiro fuori la teglia e aggiungo la mozzarella, che avrò precedentemente spezzettato con le mani ( mai tagliarla, perchè "fila" di meno, o almeno così mi hanno insegnato!:-)). E inforno di nuovo.
Lascio cuocere 5 minuti o fino a quando la mozzarella non sarà sciolta per bene.

Tiro fuori la teglia e aggiungo a piacere gli altri ingredienti (tonno, carciofini, olive, acciughe etc).
Informo di nuovo per qualche altro minuto.

Tiro fuori la prima teglia di pizza pronta da mangiare e inforno la seconda.
Mentre mangiamo la prima teglia,bla seconda cuoce per bene!:-)

venerdì 23 ottobre 2009

Lost in the supermarket ?

carrello spesa

Fare la spesa è un momento che mi piace moltissimo, ma molto spesso non tanto per il fatto di comprare ma per la gioia di non comprare.
Mi spiego meglio.

Quando entro in un supermercato generalmente entro con una lista ben precisa, che ho preparato a casa con accuratezza.
La lista della la spesa è diventata fondamentale per me. Spesso se in settimana mi accorgo che manca qualcosa in casa, non corro a comprarlo, ma lo annoto su un pezzetto di carta.
Quando poi quel pezzetto di carta comincia a riempirsi, faccio un ulteriore check up in dispensa e annoto accuratamente quello che manca o penso che mancherà in settimana...ed ecco lì le mie linee guida per la spesa che verrà.

Ho capito che così facendo, una volta entrata al supermercato, non mi lascio prendere da altre cose e compro esclusivamente quello che mi serve, ignorando tutti quei bei prodotti che sorridono dagli scaffali.
La spesa generalmente la faccio una volta a settimana, altre volte anche ogni due...Dipende da quanto mangiamo...se viene qualcuno a trovarci e così via.:-)
Ho capito che quel pezzetto di carta non serve esclusivamente a non dimenticare questo o quel prodotto, ma anche a dare una direzione al mio acquistare, ad essere meno ricattabile: ci potrà essere in offerta il tal tipo di cereali appetitosi o il tal tipo di tonno ma se alla fine io so cosa mi serve non vengo attratta da altro. E decido io cosa mettere o no nel carrello.

Un'altra cosa che ho imparato a fare per non farmi raggirare è ricordarmi bene i prezzi di ciò che compro, anche da un supermercato all'altro. Spesso capita che lo stesso identico prodotto costi anche un euro in più in un supermercato rispetto ad un altro e a dire il vero questo mi infstidisce. Cerco sempre di acquistare le cose al loro giusto prezzo. Se una cosa è troppo cara non la compro. Ne posso anche fare a meno, mi dico spesso. Non mi piace fare eccessiva economia sui prodotti che compro perchè ci tengo che siano qualitativamente buoni, ma neanche farmi prendere in giro.:-)

Che cosa compro al supermercato?

Cerco quanto possibile di comprare solo materie prime che utilizzo per cucinare (pasta, riso, latte, caffè per esempio) e verdure (il nostro orticello da solo non basta! :-) ).
Alcune cose le acquistiamo altrove: il thè lo compriamo sfuso in una bottega qua vicino, le farine e i cereali le compriamo on line da un mulino della provincia di Cuneo.
Merendine non ne compro da anni. Biscotti neanche. Abbiamo eliminato tutto quello che non sentivamo necessario per il nostro stare bene.

Così facendo ho la sensazione di avere un po' di controllo sulla mia vita, sulle nostre finanze e sulla nostra alimentazione.

I Clash già trent'anni fa (era il 1979) ci avevano visto giusto con la loro canzone "Lost in the supermarket":
"I'm all lost in the supermaket, I can no longer shop happily I came in here for that special offer guaranteed personality..."

Ecco...io proprio non voglio perdermi dentro ad un supemercato :-)

giovedì 22 ottobre 2009

Due libri per l' Autoproduzione

Lo ammetto, io vado pazza per i libri :-)
Leggere mi piace proprio tanto e nonostante molte dellle cose che ho imparato derivino dal gironzolare per la rete, mi piace sempre avere tra le mani un libro da sfogliare, una sorta di manuale, che mi possa tornare utile all'occorrenza.

A volte in rete si trovano tantissime informazioni, anche troppe, e facilmente può capitare che si generi confusione. Io generalmente leggo tante cose e le metto insieme..o almeno, ci provo.:-) Come già accennavo in qualche altro post, cerco sempre di fare un mix di conoscenze quando si tratta di autoproduzione.
A proposito di autoproduzione di tanto in tanto sfoglio e mi soffermo su due libri che reputo molto utili e che ci tengo a consigliarvi.

Il primo libro è "Pane, formaggio e vino" di Valerio Pignatta dove si ritrovano consigli utili sulla panificazione casalinga, l'autoproduzione del formaggio in casa e anche la produzione del vino.

 pane formaggio e vino di Valerio Pignatta

Il vino è una di quelle cose che mi piacerebbe da matti fare in casa, proprio come facevano i miei nonni anni fa, e tanti altri qua in zona, ma è molto impegnativo e richiede naturalmente una vigna.:-) Ho dei ricordi splendidi delle vendemmie che hanno interessato la mia infanzia e adolescenza...ritrovarsi tutti insieme a raccogliere l'uva era una festa. Comunque mai dire mai!:-) Per ora ci limitiamo a comprarlo da alcuni viticoltori qua della zona che producono un vino leggero ed ottimo per i pasti.

Ma torniamo a noi.

Un altro libro molto utile è "Pane e Roba dolce" delle Sorelle Simili dove vengono spiegati diversi metodi di panificazione, di realizzazione di svariati prodotti da forno, basi per frolle, sfoglie e pizze.


pane e roba dolce delle Sorelle Simili

Sfoglialo oltre a mettermi un gran buonumore mi fa venire un'acquolina pazzesca. E poi è davvero ricco di spunti e informazioni interessanti.

martedì 20 ottobre 2009

Fare in casa i tomini freschi

tomini fatti in casa

Come suggerivo in questo post autoprodurre il formaggio in casa è piuttosto semplice e via via che ci si prende la mano è anche abbastanza rapido. Con le quantità che andrò a riportare si ottengono 12 tomini e una tometta, quindi serviranno un bel pò di fascelle oppure una fascella grande con la quale si otterrrà un tomino molto grande!

Come promesso ecco qui la ricetta che utilizzo io per fare in casa i tomini freschi:

Per fare i tomini freschi serviranno:

-4 litri di latte vaccino crudo (si può reperire in cascina o nei distributori di latte crudo)
-1 cucchiaino e mezzo di caglio
-Fascelle

Procedimento:

Mettere il latte appena preso dalla cascina in una pentola capiente. Io consiglio di filtrarlo.

latte crudo

Mettere sul fuoco e portare a 37 gradi. Se non avete un termometro per alimenti qui vi suggerisco come riconoscere quando il latte arriva a 37°. Spegnere fornello.

Aggiungere un cucchiaino e mezzo di caglio e mescolare bene.

Coprire la pentola con il suo coperchio e lasciare riposare per un'ora, senza mai spostarla o muoverla per fare in modo che il caglio possa coagulare il latte.

Dopo un 'ora il latte dovrebbe essersi cagliato e aver preso la consistenza di un budino.
Prendere un coltello e tagliare la cagliata a quadratini.
Lasciare riposare 5 minuti.

cagliata

Trascorsi 5 minuti prendere una frusta da cucina e rompere la cagliata in pezzetini ancora più piccoli.
Lascio riposare 10 minuti. Si vede che a poco a poco il nostro formaggio si adagia sul fondo lasciando in superficie il siero.

cagliata


Mi trasferisco sul lavello e inizio a mettere la cagliata nelle fascelle, riempiendole fino all'orlo.
A poco a poco sgoccioleranno e si ridurrano di volume.

tomini nelle fascelle

Consiglio di coprirle con un asciugamano per impedire che mosche e bestiole varie ci vadano sopra!:-)

Dopo un'ora girare i tomini e salarli con qualche granello di sale grosso.

Lasciare i tomini a sgocciolare sullo sgocciolatoio 5 ore, dopo le quali saranno pronti per essere mangiati.:-)

Per conservarli, si ripongono in frigo e lì si conservano 3-4 giorni.
Un consiglio che do è quello di toglierli dal frigo una ventina di minuti prima di mangiarli...a temperatura ambiente sono ancora più buoni.:-)

lunedì 19 ottobre 2009

Autoprodurre il formaggio

fascelle per fare il formaggio

Produrre il formaggio in casa è davvero divertente e più semplice di quello che si possa immaginare.
Ho iniziato con il produrre dei tomini freschi per poi dedicarmi anche al produrre del formaggio da mettere a stagionare in cantina in una sorta di mobiletto chiamato "stagera", comprata per poco ad una fiera dell'artigianato.

Nel cominciare a produrre il formaggio ho cercato di mettere insieme le conoscenze che possedeva mia nonna, con quella di alcuni libri specifici sull'autoproduzione casalinga e articoli che ho trovato su internet. Ho cercato di fare un mix, insomma.:-)

Posso dire, grazie alla mia piccola esperienza, che il formaggio fresco è rapido da preparare in casa, mentre quello stagionato un pò meno.
Quando si parla di formaggio fresco si parla di formaggio dove non è prevista la cottura della cagliata.
Nel caso del formaggio da stagionare, spesso, invece la cagliata viene cotta.
Ma la differenza sostanziale sta nelle cure che devono venire riservate al formaggio da mettere a stagionare, il quale necessita di una salatura particolare, una stufatura e una stagionatura che dura anche un mese, durante la quale il formaggio va girato e unto frequentemente in modo che formi la crosta.

Il formaggio fresco che produco è molto simile al primo sale mentre quello stagionato ricorda molte tome piemontesi...dico ricorda perchè è molto difficile riuscire a ricreare un particolare tipo di formaggio e a dire il vero non ne ho neanche la pretesa!

Per produrre in casa del formaggio è necessario procurarsi questi "strumenti":

- Fascelle
- Caglio
- Latte crudo
- Termometro per alimenti

Vediamo nello specifico cosa sono e dove riuscire a trovarli:

Le fascelle: questi aggeggini, che fino a qualche anno fa si trovavano facilmente, sembrano essere spariti dalla circolazione e li si trova ora solo più in ferramente ben fornite o in negozi in cui si vendono articoli specifici per la birrificazione. Nel caso non le troviate basterà recuperare quei cestelli che spesso si trovano nelle confezioni di ricotta...andranno benissimo.:-)

Il caglio: lo si può trovare in farmacia.

Il latte crudo: Lo si può prendere nelle cascine o nei distributori di latte crudo di cui tra l'altro parlavo in questo post.

Il termometro per alimenti: Io ne ho comprato uno a poco qualche tempo fa via web, e devo dire che va benissimo. Nel caso non lo abbiate, comunque, non è un problema per fare il formaggio fresco.
Basta un semplice trucchetto: il latte per poter cagliare, va portato ad una temperatura di 36° -37°; quindi basterà metterci un dito dentro e quando non lo sentiremo né caldo né freddo vorrà dire che saremo intorno ai 37°, la nostra temperatura corporea.
Il termometro comincia a diventare indispensabile qualora si voglia fare del formaggio da stagionare poichè la cagliata va cotta e portata ad una temperatura compresa tra i 45° e i 60°.

Una volta procurati questi strumenti fare il formaggio è davvero semplice e ne vale davvero la pena!
Il risultato finale sarà ottimo e anche la spesa sarà stata modica: con 4 litri di latte (circa 4 euro) si ottengono 12 tomini e una tometta. Ma prezzo a parte, il sapore di questo formaggio prodotto in casa non ha davvero paragoni!

A breve posterò la ricetta per fare i tomini freschi in casa!:-)

giovedì 15 ottobre 2009

Farinata di ceci

Parlando di semplicità in cucina ecco un piatto davvero semplice e gustoso...e se vogliamo anche economico.
Sto parlando della Farinata di ceci. E' un piatto di impatto, che ricorda quasi una focaccia.
Non so perchè ero convinta che fosse difficile da preparare e invece con mia somma gioia ho scoperto tempo fa, che invece è proprio facile facile da cucinare. Ne potrei mangiare quantità industriali.:-)

Siccome sono profondamente curiosa spesso vado alla ricerca di come piatti come questo vengono inventati...e spesso viene fuori che il tutto è avvenuto in maniera casuale. Anche gli egizi, si dice, scoprirono la panificazione in modo casuale!

Leggenda vuole, secondo Wikipedia, che nel 1284 delle galee genovesi di ritorno da una battaglia contro Pisa, cariche di barili d'olio e sacchi di ceci, si siano trovate nel bel mezzo di una tempesta. Durante la tempesta alcuni sacchi e barili si rovesciarono e si inzupparono di acqua salata.
Siccome le provviste eran poche ai marinai venne comunque dato da mangiare una sorta di poltiglia di questi ceci, acqua e olio, la quale non era molto appetitosa. Alcuni marinai allora lasciarono le loro ciotole al sole e scoprirono che si era creata una sorta di frittella.
Una volta rientrati a Genova, i genovesi provarono a cuocere la "poltiglia" in forno e il risultato fu la farinata.


La ricetta che utilizzo io è questa:

Ingredienti:

-150 grammi di farina di ceci
-500 ml di acqua
-un pizzico di sale
-2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva

Procedimento:

Passo al setaccio la farina di ceci e la metto in una ciotola, dopo di che aggiungo l'acqua, mescolando con una frusta, per evitare che si formino grumi. Aggiusto di sale.
Copro con un asciugamano da cucina e lascio riposare fuori dal frigo 4 o 5 ore.
Tolgo la schiumetta che si è formata in superficie con un cucchiaio.
Unisco l'olio al composto. Mescolo bene.
Verso il composto in una teglia antiaderente (l'ideale sarebbe utilizzare un'apposita teglia in rame stagnato) e inforno a 250°, fino a quando non si rapprende. Gli ultimi 10 minuti accendo il grill in modo che si formi in superficie una crosticina.

Appena sfornata aggiungo alla farinata del pepe nero macinato e del rosmarino tritato.

Prima di levare la schiumetta si presenta così:

composto per farinata

La farinata appena sfornata:

farinata di ceci

Mi piacciono questi piatti così gustosi e allo stesso tempo così semplici... :-)

venerdì 9 ottobre 2009

Ecologica

ecologica_andrè gorz

Ho preso in bibilioteca questo libro e ora dopo averlo finito mi sto accingendo a restituirlo a malincuore. Il libro è: “Ecologica” di Andrè Gorz. Me lo ha consigliato proprio il bibliotecario.
Dico a malincuore perchè è uno di quei libri che mi piacerebbe tenere nella mia libreria, ogni tanto prenderlo, sfogliarne qualche parte e fermarmi a riflettere. E' quando leggo cose come queste che più mi convinco che il mondo in cui viviamo si fonda su basi assurde. E di questi tempi, con la crisi che si fa sentire, lo trovo ancora più evidente.

Ecologica è una raccolta di articoli di Gorz, filosofo e giornalista francese, che tra i primi (era il 1954) ha criticato la società del consumo e si è posto, come si definì lui stesso, come “un ecologista ante litteram”.
Gorz critica fortemente il capitalismo e la sua necessità di creare bisogni, la scomparsa o quasi del valore d'uso degli oggetti, il quale viene sostituito da un valore “immaginario” creato dal marketing.
Critica il sistema di lavoro attale, e parla di Decrescita e di come il Pil non possa affatto essere lo strumento tramite cui misurare il benessere di una nazione.
E' scritto bene, chiaro e semplice.

Vi riporto questa passo che a me è piaciuto molto dove Gorz parla dell'automobile:

“Il vizio profondo delle automobili è che sono come i castelli o le ville sulla costa: beni di lusso inventati per il piacere esclusivo di una minoranza di persone molto ricche, e che niente, nella loro concezione e nella loro natura, destinava al popolo.
A differenza dell'aspirapolvere, del telegrafo senza fili e della bicicletta, che conservano il valore d'uso quando tutti ne dispongono, l'automobile, come una villa sulla costa, non offre interesse e vantaggi se non nella misura in cui la massa non ne dispone. Per la sua concezione, come per la sua destinazione originaria, l'automobile è un bene di lusso. E il lusso per essenza non si democratizza: se tutti accedono al lusso più nessuno ne trae vantaggi; al contrario tutti fregano, defraudano, spossessano gli altri e sono defraudati, fregati e spossessati dagli altri.
La cosa è comunemente ammessa, se si tratta di ville sulla costa. Nessun demagogo ha ancora osato pretendere che il diritto alle vacanze significa applicare il principio “una villa con spiaggia privata per ogni famiglia”. [...]
Un'automobile, così come una villa sulla spiaggia non occupa forse uno spazio raro? Non priva della sede stradale gli altri utenti (pedoni, ciclisti, utenti di tram e autobus)?
Non perde qualsiasi valore d' uso quando tutti la utilizzano?
"

Mi vien da dire che Gorz abbia proprio ragione quando parla in questo modo dell'automobile. Soprattutto a Torino, che è la città della macchina per eccellenza e dove appare evidente che le macchine che ci circolano siano tante, forse anche troppe.

Solo due anni fa andavo all'Università a Torino e la raggiungevo in treno e poi in tram.
Dal finestrino del tram vedevo un sacco di automobilisti agitati, sclerare per via del tram e delle sue fermate...e quando scendevo vedevo automobilisti sclerati e irritati per far attraversare la strada a pedoni o ciclisti...come se il diritto di circolare ce l'avessere solo le automobili!:-)

mercoledì 7 ottobre 2009

Pane con poolish nella macchina del pane

E' ormai un anno che faccio da me in casa il pane con la macchina del pane.
In questo post riportavo la ricetta che uso più frequentemente.
Di recente ho comunque provato a fare il pane in un altro modo suggerito da questo blog, che è veramente fatto bene e può essere utilissimo a chi voglia iniziare a panificare in casa.

Innanzitutto comincerei con il dire che il pane si può fare con 3 tipi di lievitazione differente : lievitazione diretta, lievitazione indiretta e lievitazione naturale.

Qual'è la differenza?

-La lievitazione diretta è quella che si ottiene utilizzando il lievito direttamente nell'impasto del pane (la ricetta postata qui ne è un esempio)

-La lievitazione indiretta prevede invece che si prepari una pasta o una pastella in anticipo, la quale servirà da lievito per la nostra pagnotta.
In questo caso la quantità di lievito da utilizzare sarà minore.

- La lievitazione naturale è quella che si ottiene utilizzando il lievito madre o pasta acida: un impasto di farina e acqua reso acido dall'azione di lieviti e batteri.

La differenza tra le tre riguarda la fermentazione: quella diretta avrà una fermentazione alcolica, quella naturale una lievitazione acida e quella indiretta ne avrà una mista (sia acida e sia alcolica).
Il prodotto finale avrà sapori molto diversi: generalmente la lievitazione naturale è la migliore alternativa, seguita da quella indiretta e ancora dopo da quella diretta.

Il poolish è un esempio di lievitazione indiretta e consiste in un preimpasto ottenuto miscelando acqua, farina e lievito in proporzioni tali che esso risulti abbastanza liquido.

Ecco la ricetta che ho utilizzato e con cui ho fatto questo pane buonissimo, con un poolish lievitato per 5 ore.

Ingredienti:

Per il poolish:

-300 grammi di farina manitoba
-300 grammi di acqua
-3 grammi di lievito di birra fresco
(se utilizzate quello secco ne dovete usare un grammo poichè la proporzione è sempre 1:3)

Per la pagnotta:

-200 grammi di farina di tipo 00
-2 cucchiaini di sale
-2 cucchiaini di zucchero

Ho messo nel cestello della macchina del pane l'acqua, la farina e il lievito disciolto precedentemente in un pò d'acqua tiepida.
Ho avviato il programma impasto per 5 minuti e ho spento.
Ho lasciato riposare il tutto nel cestello per 5 ore.

poolish

Trascorse le 5 ore ho aggiunto 200 grammi di farina 00, 2 cucchiaini di sale, 2 cucchiaini di zucchero.
Ho impostato la macchina del pane con il programma base di cottura (pane classico o francese) e dopo 3 ore e mezza ecco il risultato!

pane fatto in casa con la macchina del pane

Davvero non c'è paragone...il pane fatto in questo modo è molto più soffice, gustoso e leggero. Il sapore di lievito si sente davvero poco.

pane fatto in casa con la macchina del pane

Vi rimando comunque a questo blog per ulteriori accorgimenti ed approfondimenti. :-)

martedì 6 ottobre 2009

In cerca di funghi

Ieri pomeriggio sono andata in cerca di funghi.
Qualche post fa avevo postato un pò di foto dei funghi trovati lo scorso anno...ma visto che ieri sono riuscita a trovare qualcosina...ecco qua le foto di alcuni porcini trovati ieri...:-)

Ho scarpinato un bel pò e devo dire che mi sono veramente divertita...alla fine della giornata mi sembrava di vedere funghi ovunque..ogni foglia, ogni piccola castagna, ogni piccola sfumatura mi faceva pensare ad un fungo che aspettava di essere scovato!
A me capita sempre così: come entro nel bosco ci metto un pò ad abituare l'occhio alla ricerca...potrei anche passare di fianco ad un fungo gigante e non vederlo.
Devo abituarmi gradualmente ai colori, alle sfumature...e sopratutto camminare molto piano perchè molto spesso i funghi si mimetizzano benissimo in mezzo alla natura che li circonda...ma quando poi si trovano la soddisfazione è grandissima!:-)

Due porcini in procinto di essere raccolti

fungo porcino

fungo porcino

lunedì 5 ottobre 2009

"Vivere la Decrescita" - Una recensione

Vivere la descrescita di Filippo Schillaci

Oggi ci tenevo a parlare un pò di questo libro che ho finito di leggere lo scorso week end: "Vivere la Decrescita- Una felice esperienza di autoproduzione" di Filippo Schillaci edito da MDF, il movimento per la Decrescita felice.

L'autore è un tecnico informatico che nell'1996 decide di andare a vivere in campagna e iniziare una vita basata sull'autoproduzione. Decide di non abbandonare completamente il suo impiego presso l'Università, ma di comiciare a lavorare part time.
Il tempo libero lasciatogli dal suo impiego part time gli permette di avere molto altro tempo da spendere a contatto con la natura e per le sue attività di "autoproduzione".
Inizia a coltivare un orto, a tenere un frutteto, a riutilizzare dell'acqua piovana per moltissime sue esigenze e a fare da sè molti dei lavoretti in casa per cui spesso si tende a chiamare qualcuno di esterno.
Nel libro si ritrova tutto questo, accompagnato da numerose riflessioni dell'autore sulla questione energetica, sull'importanza di non consumare carne e sul vero male della società moderna e postmoderna: l'antropocentrismo.

Alcune cose le ho trovate illuminanti (la questione antropocentrica...trattata davvero bene) altre invece un pò fastidiose (come se nel libro aleggiasse, ogni tanto, un senso di superiorità di chi decide di vivere in modo retto, sano e giusto...:-))

Vi invito comunque a leggerlo perchè offre spunti molto interessanti su cui riflettere e a farmi sapere cosa ne pensate!:-)

giovedì 1 ottobre 2009

La gioia di svuotare una armadio



Ieri stufa di dover sempre lottare con i cassetti pieni per fare stare la roba pulita e stirata ho pensato di svuotare un pò i due armadi che abbiamo in casa.
Già Daniele mesi fa aveva fatto una cosa di questo tipo, ma io ancora non ci ero riuscita.
Io son sempre stata una persona molto legata alle mie cose e mi è sempre riuscito difficile disfarmi di qualcosa.:-)

Ultimamente invece provo quasi piacere nel togliere roba dall'armadio piuttosto che mettercela.
E già devo dire, io non sono una che compra moltissime cose da vestire: sono abbastanza minimale, jeans, maglietta e via così.
Però mi rendo conto che a volte si compra senza pensare, si comprano cose frettolosamente e poi queste cose rimangono lì sul fondo di un' armadio o di un cassetto, dimenticate.

E' incredibile quante cose inutili mi ritrovo pur comprando poco...cose che ho comprato e messo poche volte, abiti e indumenti regalati da altri e molte cose che anche se mi piacciono da morire proprio non mi vanno più.

Ieri, stufa di vedere tutta questa roba inutilizzata, ho preso due scatolini e ci ho messo dentro un bel pò di cose che non metto e uso più.
E' stato liberatorio... Più eliminavo e più stavo meglio: alla fine era bello vedere spazi vuoti e non roba troppo ammassata dentro all' armadio!

E cosa farne degli indumenti dentro gli scatoloni?

Buttarli sarebbe anti-ecologico anche perchè moltissime cose sono ancora in buono stato.

Alla fine ho deciso che gli indumenti dentro gli scatoloni andranno in parte a finire in un mercatino dell'usato qua vicino e in parte li darò ad una zia che collabora con un'associazione religiosa e li farà avere a delle persone meno fortunate di me.

Sono contenta di non averli dovuti buttare via...l'idea che le mie cose e i miei abiti possano venir riciclati mi fa stare bene, fuori dalla logica consumistica del compro, consumo e butto via.:-)

mercoledì 30 settembre 2009

Il Latte crudo

la mia bottiglia di latte crudo
Il latte mi piace non posso negarlo. Non ne consumo moltissimo ma spesso in cucina mi capita di utilizzarlo.
In uno dei post iniziali accennavo al latte che mi capitava di bere da bambina quando i miei nonni avevano due mucche che regolarmente mungevano.Che dire? Niente a che vedere con il latte comprato al supermercato, neanche quello fresco:-)

Il sapore di quel latte genuino l'ho riscoperto un anno fa, ossia da quando ho trovato un distributore di latte crudo qua in zona. Negli ultimi tempi, con mio grande piacere, vedo che ne sono spuntati fuori tanti di questi distributori e molto spesso capita che ci sia la fila per prendere il latte!
Nel caso qualcuno fosse interessato posto questa mappa, dove sono presenti i distributori di latte crudo di tutta Italia.

Che cos'è il latte crudo?

E' semplicemente latte appena munto, allo stato naturale potremmo dire, il quale non ha subito alcun tipo di trattamento termico o di pastorizzazione.
Dal punto di vista della qualità questo latte è più ricco di proteine e vitamine rispetto a quello pastorizzato.
E anche il costo è abbastanza contenuto: quasi sempre costa intorno ad 1 euro al litro, ma ad esempio nel distributore in cui mi reco io costa anche di meno, 80 centesimi al litro.
I costi sono contenuti anche perchè non devono tenere conto dell'imballaggio (la bottiglia la si può portare da casa) e il fatto che non serva imballaggio è ottimo anche dal punto di vista ambientale.:-)
Un'altra cosa che mi piace è che quando mi reco al distributore, che è adiacente alla cascina da cui il latte proviene, è presente una lavagnetta sulla quale è indicata l'ora in cui il distributore è stato caricato e l'ora della mungitura delle mucche.
Nel caso lo si voglia, si può prenderne anche meno di un litro...se si mettono 40 centesimi si può avere anche solo mezzo litro di latte.

Io lo consumo previa bollitura generalmente: metto il latte sul fuoco, porto ad ebollizione e quando bolle, inizio a girarlo (altrimenti uscirebbe dalla pentola!) per una trentina di secondi. Dopo di che lascio raffreddare, imbottiglio e metto in frigo, dove si conserva anche 2 o 3 giorni.
L'unico caso in cui non lo porto ad ebollizione, è quando faccio i tomini freschi di cui però parlerò un altra volta.:-)

lunedì 28 settembre 2009

La mia moussaka vegetariana

Quando ho un pò di tempo mi piace mettermi ai fornelli e cucinare.
Mi piace l'idea di mangiare qualcosa di particolare in qualche ristorante e poi provare a ri-crearla.
Quest'estate a Creta ho mangiato una buonissima moussaka vegetariana che ho voluto provare a rifare.

Premessa: io non sono vegetariana ma mi piace l'idea di riuscire a ridurre in parte il mio consumo di carne...sia perchè mangiare meno carne fa bene all'ambiente e sia perchè sono convinta che faccia bene anche a noi individui ridurre l'ingestione di proteine animali. Soprattutto quando gli animali vengono allevati in modo barbaro.


Per fare la mia moussaka ho impiegato:

- 4 melanzane lunghe piccole
- 4 patate
- 2 zucchine


Ho tagliato le melanzane a rondelle, le ho messe su un tagliere salate e lasciate riposare per un'ora, così che buttassero fuori l'acqua.

Ho tagliato le patate a rondelle, le ho buttate in acqua salata bollente e sbollentate per 5 -10 minuti (le ho levate quando erano morbide ma non troppo cotte).

Dopo aver sgocciolato e asciugato le melanzane le ho grigliate in una padella antiaderente, insieme alle zucchine tagliate anch'esse a rondelle.

verdure

A parte ho preparato la besciamella.

La mia è una besciamella un pò particolare...non amo troppo le salse come questa perchè spesso sono molto pesanti, ma ho trovato questa variante in rete che mi sembra ottima!
Al posto del burro (io adoro il burro... ma spalmato sulle fette biscottate e con la marmellata e non troppo per cucinare!) ho usato dell'olio extravergine di oliva. La differenza quasi non si sente.... ma alla fine ci si alza da tavola relativamente leggeri. Vi invito a provare!:-)

Ingredienti per la besciamella:

- 500 gr di latte
- 2 cucchiaini di olio extravergine
- 2 cucchiai di farina
- noce moscata
- un pizzico di sale


Ho messo l'olio in una pentola, l'ho scaldato leggermente e aggiunto la farina.
Ho mischiato bene con una frusta.
A parte ho scaldato il latte e l'ho aggiunto al composto di farina e olio. Ho portato ad ebollizione e quando si è addensato ho spento.
Ho aggiunto a questo punto una grattugiata di noce moscata e del sale.
Qualche grumetto purtoppo si è formato quindi ho filtrato la besciamella in un colino...il risultato è stato ottimo.

A questo punto per la moussaka, ho imburrato leggermente una teglia per plumcake, e iniziato a fare uno strato di patate, uno di besciamella, uno strato di melanzane e uno di besciamella, uno di zucchini e di besciamella e così via.
Alla fine ho ricoperto con la besciamella restante.
Ho grattugiato un pò di parmigiano sulla moussaka e infornato a 200° per circa 30 minuti.

Prima di infornare:

moussaka vegetariana

Appena sfornata:

moussaka vegetariana

E' venuta davvero buona e soprattutto molto leggera!:-)