giovedì 10 settembre 2009

Semplicità Volontaria..questa sconosciuta



Curiosando qua e la sul web mi è capitata sotto mano la definizione di Semplicità Volontaria data da Ekopedia.

Sono rimasta un bel po' a leggere e riflettere sul senso di quelle parole e davvero non posso fare a meno di pensare che in questo particolare momento della mia vita mi ritrovo in tutto e per tutto in quello che vorrebbe essere la Semplicità volontaria.
Sono cose queste a cui ho sempre pensato, solo che prima non riuscivo a dargli un nome.

Cosa significa Semplicità volontaria?

La definizione che ne da Ekopedia è questa:

"La semplicità volontaria consiste nell'adottare un modo di vita meno dipendente dal denaro e che mira a soddisfare i veri bisogni, cioè a tracciare una linea tra i bisogni e i desideri. Si parla, a volte, anche di frugalità.

L'idea è di cercare la semplificazione per migliorare la qualità della vita. Questa filosofia di vita è nata dalla constatazione che il consumo non porta la felicità. Nella società del consumo, si consacra il proprio tempo a guadagnare sempre più denaro per soddisfare i bisogni materiali. Il principio della semplicità volontaria è di consumare meno, quindi di avere meno bisogno di denaro e meno bisogno di lavorare. Vivendo al di sotto delle proprie possibilità, si guadagna del tempo per quello che è importante per se stessi.

La semplicità volontaria non è la povertà né il sacrificio. È una scelta di vita deliberata. Ma può rappresentare un aiuto per le persone in difficoltà finanziarie."


I principi della Semplicità volontaria:


-Privilegiare l'Essere piuttosto che l'Avere

-Praticare la desopprimizzazione: archiviare ad esempio solo i libri a cui si tiene veramente così si avrà meno bisogno di spazio e mobili.

--Ricorrere ai trasporti pubblici, alle piscine o alle biblioteche pubbliche così si evitano degli sprechi

-Praticare l'autosufficienza, cioè fare da soli invece di comprare, per esempio nel giardinaggio, cucinare, cucire, e anche nel costruire o nel riparare la casa.


Io in tutto ciò mi ritrovo moltissimo.
E' la cosa che mi viene più facile. Ridurre. Avere un po' di meno. Provare a produrre qualcosa da me..perchè mi da gioia e perchè mi fa sentire un po' meno debole di fronte al mercato.

Piano piano io e Daniele, ci stiamo provando a ridurre i nostri bisogni e le nostre esigenze, laddove riusciamo.
A poco a poco si scopre che si sta davvero meglio senza tante cose inutili, si hanno meno ansie e meno scleri.
Si ha più tempo, per noi stessi e per gli altri.

Meno esigenze equivalgono anche a meno soldini che escono dalle nostre tasche...Anche perchè molti acquisti fatti in fretta e furia possono pesare sul bilancio familiare.

Cerchiamo di vivere con le nostre possibilità, cercando di non farci dei debiti inutili.
Cerchiamo di riflettere sui nostri acquisti e di comprendere quando una cosa e necessaria e quando non lo è.
Cerchiamo di privilegiare la qualità nei prodotti che compriamo rispetto alla quantità.
Cerchiamo di arrangiarci e produrre da noi alcune cose.

Ora non so se il nostro modo di vivere si possa definire “semplicità volontaria”, ma mi sento molto vicina a questo modo di prendere e vivere la vita.:-)

mercoledì 9 settembre 2009

Pesto fatto in casa

Basilico fresco

Visto che il basilico abbonda in cortile ( l'altra settimana ne ho già messo via un po'), direi che è il caso di fare un po' di pesto, da conservare in freezer e gustare magari in inverno. A me il pesto piace proprio tanto, ma quello comprato a volte non è buonissimo, è pieno di conservanti e facilmente sa solo di aglio!

Ho trovato in rete questa ricetta che a mio avviso funziona benissimo: sono già due anni che la utilizzo e il risultato mi sembra soddisfacente.

Ci serviranno:

-4 mazzetti di basilico (circa 30 foglie grandi)
-½ bicchiere di olio extravergine d'oliva
-3 cucchiai di parmigiano reggiano (anche il grana va bene!)
-3 cucchiai di pecorino romano
-1 cucchiaio di pinoli
-qualche chicco di sale grosso
-uno spicchio d'aglio


Ndr :Nel caso in casa vi ritroviate con pochi pinoli, potete sostituirli con qualche noce o con delle mandorle!


Procedimento:


Si lavano bene le foglie di basilico e si asciugano, facendo attenzione a non stropicciarle troppo, altrimenti diventano nere.

Io le metto nella centrifuga per l'insalata...trovo vada benissimo per asciugarle!

Metto nel frullatore il basilico, i pinoli, l'olio e il sale.



Frullo un po' e poi mi fermo...altrimenti le lame rischiano di scaldarsi e il pesto diventerà scuro!

In seguito aggiungo i formaggi che avrò grattugiato in precedenza;

Frullo ancora un pochino in modo che tutto si amalgmani.

Aggiungo l'aglio intero.

Preferisco aggiungerlo intero..da comunque gusto e non copre troppo il sapore del basilico.

Et voilà..il pesto è fatto!

A questo punto lo metto in bicchieri di plastica, copro la superficie con della carta stagnola e lo metto in freezer.



I puristi o i genovesi mi diranno che questo più che un pesto è un trito e che il vero pesto si fa solo con il mortaio...a dire il vero io ci ho provato..ma con il mortaio non mi riesce troppo bene..quindi ancora per un po' mi servirò del frullatore!
Il risultato è garantito!:-)

martedì 8 settembre 2009

Nuove piantine nell'orto

Le piante di zucchine nel mio orto sono da togliere purtroppo, perchè oramai han fatto il loro corso. A malincuore allora le ho levate e fatto posto per nuove colture.

Al loro posto l'altra settimana ho deciso di piantare cavoli verza e cavolfiori, che sono colture invernali e che resistono bene al freddo. Così quest'anno eviterò di acquistarli al supermercato. Essendo molto economici e anche molto buoni, noi generalmente in inverno ne consumiamo moltissimi.

I cavoli verza si prestano bene per essere consumati crudi, affettati finemente in insalata, per le minestre di verdura e come base per degli involtini ripieni di formaggio;
I cavolfiori, invece, sono ottimi bolliti e consumati in insalata oppure impanati e fritti.

Ho comprato 9 piantine di cavolo e 9 di cavolfiore da un vivaio qui in zona per un costo di 2 euro.

Tolte le piantine dal loro vasetto, le ho trapiantate nell'orto ad una distanza di circa 40 cm (l'ideale sarebbe 50 cm), in modo che possano crescere comodamente, e innaffiate.
Appena trapiantate le piantine sembravano un po' sofferenti, ma nel giro di qualche giorno dovrebbero riprendersi...o almeno spero!:-)

Qui sotto ecco una piantina di cavolo:



Siccome nell'orto avanzava ancora un pò di spazio ho pensato di ripiantare un po' di rucola: l'avevo già piantata all' inizio dell'estate ma era finita perchè l' abbiamo mangiata in tutte le salse...nella pasta, sulla pizza, in insalata o nei panini!
La semina della rucola è davvero semplice: basta comprare dei semi e seminarli a file o a spaglio, innaffiare e in pochi giorni si potranno già vedere i primi risultati.Si può seminare da Marzo ad Ottobre.

Rucola che cresce dopo qualche giorno:

lunedì 7 settembre 2009

Vacanze Sostenibili?

Ormai l'estate sta volgendo al termine, fuori comincia a fare freschino e le vacanze sembrano lontane! Ne approfitto allora per qualche riflessione.

Di recente ho finito di leggere un libro che mi è piaciuto molto: “Ultima chiamata – Un viaggio alla ricerca dei veri costi delle nostre vacanze".





L'autore è Leo Hickman, giornalista che cura la rubrica Etichal Living del Guardian e i cui articoli vengono pubblicati qualche volta anche sul settimanale Internazionale.

E' un libro assolutamente interessante dove l'autore, che ha viaggiato in note località turistiche (Ibiza, Dubai, Tallin e molte altre) mette in luce i molti lati negativi del turismo moderno e massificato tra cui:

-l'uso assiduo di aerei, i quali inquinano moltissimo e possono avere un forte impatto sul cambiamento climatico
-la speculazione edilizia, che riguarda moltissimi luoghi turistici
- lo sfruttamento e l' impoverimento della popolazione locale, a favore delle grandi catene di hotel/villaggi turistici
-l'assecondare il turista sempre e comunque, creando dei luoghi ad hoc per il suo svago e il suo divertimento


Ne consiglio la lettura a tutti coloro che amano viaggiare veramente e che amano immergersi nell'atmosfera di un luogo... e che ripudiano un certo tipo di turismo fatto di rumore, pacchetti “All inclusive" e intrattenimento 24 ore su 24... :-)

giovedì 3 settembre 2009

Conservare Prezzemolo e Basilico

Prezzemolo e basilico sono ottimi per insaporire i cibi.
Avendo in cortile una discreta quantità di basilico e di prezzemolo ho pensato di metterne via qualche fogliolina per l'inverno.

Il sapore del basilico fresco è impareggiabile, però sono sicura che ritrovarmi qualche fogliolina quest'inverno, quando fuori farà freddo, mi metterà di buon umore...

Metter via il basilico è semplice e veloce.
Ho preso un bel po' di foglioline di basilico, le ho lavate, asciugate e messe in un barattolo di vetro.

Dopo averlo chiuso l'ho riposto in freezer.





Quanto al prezzemolo, io lo trovo veramente ottimo per insaporire alcune verdure, e soprattutto il pesce.

Tutte le volte che compro del pesce però, quasi sempre finisco per dimenticarmi di comprarlo...oppure quando me ne ricordo e lo compro, è sempre troppo e la maggior parte va poi buttata.

Metterne via un po' mi sembra una buona alternativa!

Ho preso un bel po' di mazzetti, li ho lavati, asciugati bene, e tritati. Dopo di che il trito è finito dritto in un barattolo di vetro, che ho messo in freezer.
All'occorrenza ne prenderò un pochino e lo mettero sui piatti da guarnire!

mercoledì 2 settembre 2009

Il nostro orto


Io e Daniele, mio marito, viviamo in una zona di campagna dove è piuttosto facile trovare un pezzetto di terra da coltivare. Mi rendo conto che è difficile se si abita in città, provare a coltivare un orto; tuttavia abbiamo degli amici che pur non avendo spazio, si son dedicati alla coltura, in vaso, sul balcone e i risultati son stati ottimi!

Per coltivare un orto basta davvero poco: un pezzettino di terra, dell'acqua per innaffiare e un po' di buona volontà.
E'davvero una gran bella soddisfazione quando i primi frutti iniziano a maturare!

Perchè coltivare un orto?

Io posso indicare le ragioni che hanno spinto me a farlo:

-la possibilità di stare all'aria aperta
-la possibilità di imparare qualcosa di nuovo
-la possibilita di mangiare del cibo sano
-il risparmio nell'acquisto di verdura



Come è nato il nostro orto?

La scorsa primavera, dopo aver ripulito un pezzetto di giardino in cui le erbacce regnavano incolte, abbiamo vangato il terreno , concimato e progettato il nostro orticello. Mio papà, pensionato, che da anni coltiva un orto, ci ha fornito dei consigli utili.

Abbiamo iniziato con il piantare 4 piante di pomodori, del basilico, della rucola e 3 piante di zucchine.
Lo spazio non era tantissimo e abbiamo cercato di sfruttarlo al meglio. Il risultato è stato ottimo...la terra ci ha ripagati.
I pomodori con il caldo fatto quest'estate sono grossi e succosi e le zucchine non sono state da meno. La rucola è cresciuta fittissima e buonissima e il basilico lo sto utilizzando per produrre del pesto che una volta congelato, consumeremo quest'inverno.

martedì 1 settembre 2009

La mia prima esperienza di Autoproduzione

L'autoproduzione è una delle cose che mi ha sempre affascinato. Già da bambina rimanevo di stucco guardando mia nonna che abitava in campagna fare i tomini freschi con il latte delle mucche appena munto.
Era una cosa che mi incuriosiva tantissimo.
Poi i miei nonni si son fatti anziani, le mucche davano troppo lavoro e tutto questo è passato nel dimenticatoio. I miei genitori non erano tanto per queste cose, perchè lavorando entrambi tutto il giorno non avevano molto tempo per dedicarsi a queste faccende. E forse neanche la voglia.
Comprare era più rapido.

Però quel mondo fatto di semplicità, tomini e vita all'aria aperta a me è rimasto nel cuore.
Sarà stato un retaggio della mia infanzia o chissà che cosa, fatto sta che una mattina di un anno fa ho iniziato a pensare che molte delle cose che mettevamo sotto i denti io e Daniele facevano proprio schifo e costavano pure care. Al che ci siamo detti: “Perchè comprarle comunque?”
La mia prima esperienza di autoproduzione è stata con il pane.

Se il fornaio fa il pane che sa di gomma, che oltretutto il giorno dopo è già duro come una suola e me lo mette 3 euro al kilo, perchè rassegnarmi e comprarlo lo stesso?

Da lì l'idea di provare a fare da me...un po' per sfida e un po' per gioco. Il passo è stato graduale: non si diventa fornai in un giorno, lo so bene. Mi sono procurata un elettrodomestico di cui non conoscevo l'esistenza fino a poco tempo prima: la macchina del pane. E' bastato utilizzare acqua, farina e lievito di birra. Il risultato è stato ottimo.

A poco a poco ho affinato la mia conoscenza riguardo alla farina da utilizzare per la panificazione, scoprendo che ne esistono di diversi tipi e a riconoscere quando un impasto è troppo secco oppure troppo umido e a correggerlo.
E' più facile di quello che si pensi. Anche più economico, ma sopratutto è molto più soddisfacente il risultato.

Ora il pane praticamente non lo compro più, ma lo faccio io, in casa.

Il pane è stato un primo passo. Un inizio.
Oltre al pane ora produciamo da noi tante altre cose: la birra, i tomini freschi, le tome un po' più stagionate,il burro, le marmellate e coltiviamo le nostre verdure.
Oltre a ottenere dei prodotti ottimi dal punto di vista qualitativo,in tutto ciò c'è un notevole divertimento e anche un evidente risparmio.