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martedì 7 agosto 2012

Budini al cioccolato con amido di mais e sciroppo d'agave

A volte avanza in frigorifero del latte e quindi per non sprecarlo un'ottima soluzione è fare dei budini.  In queste afose serate di agosto poi rappresentano una valida alternativa fresca e sana al posto del gelato!
Io li adoro poco zuccherati e leggeri, quindi meglio se senza uova. Qualche volta per fare prima ho ceduto ed ho comprato dei preparati fair trade per budini ma devo dire che fatti in casa sono decisamente più buoni, meno cari e decisamente meno dolci.
Il budino al cioccolato poi è uno dei miei dessert preferiti in assoluto! Ne avevo già postata una ricetta qui, dove per addensarli proponevo l'utilizzo dell'ottimo agar agar.
Di recente però ho provato questa variante, dove al posto dell'agar agar come addensante, utilizzo dell'amido di mais biologico che è più facilmente reperibile.
 Per dolcificarli invece, ho provato ad utilizzare lo sciroppo d'agave, che ho scoperto da qualche tempo e trovo ottimo. Mi piace il suo sapore, la sua consistenza e lo trovo fantastico anche per dolcificare lo yogurt naturale.

Ecco la ricetta per 4 budini al cioccolato:

  Ingredienti:
  •  500 ml di latte (vaccino, di capra, soia, riso, avena...etc). Io qui,per esempio, avevo da finire del latte senza lattosio ed ho usato quello.
  • 13 gr cacao amaro
  • 35 gr amido di mais
  • 3 cucchiai e 1/2 di sciroppo agave (se vi piace più dolce anche 4)

Se non avete in casa del succo d'agave potete utilizzare anche lo zucchero di canna. Io ne uso 3 cucchiai abbondanti. 

 Procedimento:
Frullare con un frullatore ad immersione 150 ml di latte con il cacao, l'amido di mais e lo sciroppo d'agave. Intiepidire in un pentolino i restanti 350 ml di latte e aggiungere il composto frullato. Portare ad ebollizione e cuocere fino a quando si addensa. E'sufficiente 1 minuto. Versarlo nelle coppette e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente e poi riporlo in frigorifero per 2 o 3 ore prima di consumarlo. Se preferite un budino più fluido e meno cremoso mettete meno amido di mais (25 gr circa) e lasciatelo cuocere un pò di più.

mercoledì 4 maggio 2011

Panificare in casa senza macchina del pane: il No Knead Bread

no knead bread pane senza impasto

Nonostante sia ormai parecchio tempo che faccio il pane in casa il No knead bread non lo avevo ancora provato.
Ero talmente abituata a panificare in casa con la macchina del pane utilizzando il poolish, che alla fine non mi sono mai soffermata veramente sulla ricetta, pur avendone sentito parlare spesso.
A volte capitano però periodi in cui si ha più tempo e voglia di sperimentare. Allora mi sono messa all 'opera per provare a realizzare questo pane senza impasto creato da Jim Lahey, panettiere newyorkese.

E il risultato mi ha convinto in pieno, tanto che un altra pagnotta sta lievitando sul piano lavoro della mia cucina e a breve finirà in forno.
Soprattutto, mi ha convinto, perchè pur utilizzando una lievitazione diretta, la quantità di lievito di birra da utilizzare è esigua, dati i lunghi tempi di lievitazione. Il prodotto finale quindi è un pane digeribile, leggero e ben alveolato al suo interno.

La ricetta originale è questa. Ma in rete ce ne sono tantissime altre, tutte ben spiegate e con moltissime foto. Io di seguito metterò la variante che ho provato con la farina integrale.

Occorrente


400 gr farina integrale
100 gr farina tipo 0
10 gr sale marino integrale
1 gr lievito di birra secco (un cucchiano da caffè scarso)
350 ml acqua leggermente tiepida
semola di grano duro per spolverare
una pentola adatta alla cottura in forno

Ho versato la farina in una ciotola. L'ho setacciata un pò, prima, per far si che areandosi, assorbisse meglio l'acqua. Ho unito il lievito e il sale. Ho mescolato.
Ho unito l'acqua a poco a poco e impastato velocemente con un cucchiaio per circa 1 o 2 minuti.

no knead bread pane senza impasto

Ho coperto la ciotola con della pellicola e ho lasciato l'impasto a lievitare per 20 ore circa.

Ho infarinato il piano di lavoro, vi ho riversato l'impasto e l'ho spolverato con un pò di farina tipo 0 e semola di grano duro. Ho praticato le pieghe (che mi hanno sempre messo in crisi, ma che con questo impasto mi riescono senza troppa difficoltà) portando i 4 angoli verso il centro dell'impasto e ho messo l'impasto con le pieghe verso il basso in uno strofinaccio ben infarinato. Ho chiuso lo strofinaccio.

Ho lasciato lievitare altre 2 ore.

Ho scaldato il mio forno a gas a 230° e ci ho messo dentro l'unica pentola che ho che può andare bene in forno. Una comunissima pentola in acciaio.
Ho preso l'impasto e l'ho fatto scivolare nella pentola con la parte delle pieghe verso l'alto. Ho coperto la pentola con della carta di alluminio (non ho un coperchio che possa andare bene) e infornato per 30-35 minuti. Dopo questo tempo ho tolto l'alluminio e ho lasciato cuocere il pane ancora 20 minuti.

Il No knead bread è ottimo per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla panificazione casalinga e non possiedono una macchina del pane. Non servono conoscenze specifiche, aggeggi strani o altro, solo tanta buona volontà. Tutto il procedimento è davvero semplice e con pochissimi accorgimenti viene fuori un pane ottimo, che può ricordare un pò la ciabatta. La cottura nella pentola, inoltre, oltre a consentire una cottura uniforme, favorisce il mantenimento della forma, che può così svilupparsi in altezza.
Devo riconoscere che questo approccio minimalista applicato alla panificazione mi ha davvero convinto. I puristi troveranno anche da ridire ma bisogna ammettere che considerando l'impegno che richiede, il risultato è sorprendente.

lunedì 21 marzo 2011

Pane indiano con farina di ceci

pane indiano di ceci di  cucina naturale

Ieri ho voluto provare a preparare questo Pane indiano con farina di ceci.
Farlo è super facile ed è perfetto se siete rimasti senza pane e avete poco tempo a disposizione, perchè questo pane non ha bisogno di lievitazione. Il risultato mi ha convinto in pieno e penso che presto lo rifarò! Anche perchè rimane piuttosto morbido (tipo una piadina) e lo si può anche farcire. E' una variante del Roti, il tipico pane indiano.

Ho scovato questa ricetta su un numero di Cucina Naturale di Ottobre 2010...rivista a cui mi sono abbonata di recente perchè ricchissima di ricette bellissime vegetariane e non, con ingredienti naturali e particolari.

Ma torniamo a noi. Ecco la ricetta originale.

Occorrente:

- 300 gr di farina di ceci
- 200 gr farina (io ho usato la farina integrale)
- 250 ml acqua
- 1 cipolla rossa
- 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
- 1 cucchiaio di zenzero fresco tritato fine
- 1 cucchiaino di semi di cumino
- 1/2 cucchiaino di peeproncino tritato
- 1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
- olio extra vergine d'oliva
- sale


Io l'ho modificata un pò: ho dimezzato le dosi e non ho messo la cipolla, per aver un pane più leggero; ho utilizzato, inoltre, farina integrale al posto di quella bianca e ho dovuto omettere lo zenzero perchè in casa non ne avevo. Io vi lascio cmq il procedimento originale così potete decidere voi come prepararlo!:-)

Procedimento:

Miscelare la farina di ceci con la farina bianca, tenendone da parte 3-4 cucchiai.
Aggiungere il prezzemolo, lo zenzero, il cumino, il peperoncino il coriandolo e un pò di sale.
Unire la cipolla tritata alle farine.
Aggiungere due cucchiai d'olio e 250 ml di acqua alle farine. Impastare. Se l'impasto risulta troppo molle aggiugere un pò della farina tenuta da parte. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciar riposare 15 minuti.
Dopodichè dividere l'impasto in otto parti (se dimezzate le dosi vanno bene anche quattro) e su un piano di lavoro infarinato stendere le palline cercando di ottenere una forma circolare.
Scaldare una padella e cuocere i pani circa 3 minuti per lato fino a quando saranno dorati.

pane indiano di ceci cucina naturale

A poco a poco vedrete formarsi delle bollicine e i pani si gonfieranno!:-)
Si può poi spennellare il pane con dell'olio extra vergine d'oliva e passarlo ancora un pò in padella prima di servirlo.

E'ottimo mangiato caldo, ma noi lo abbiamo mangiato anche la sera, freddo, ed era buonissimo comunque.

mercoledì 9 febbraio 2011

Yogurt al caffè fatto in casa

yogurt caffè fatto in casa

Mi è tornata una voglia pazza di yogurt in questi giorni! E allora mi sono data ad una delle varianti che preferisco in assoluto: lo yogurt al caffè.

Occorrente per 5 vasetti di yogurt:

- 2 cucchiai di caffè solubile
- 1/2 litro di latte intero Uht
- un vasetto di yogurt naturale da 125 gr o 1/2 bustina di fermenti per yogurt
acquistabili in farmacia
- una yogurtiera

Se volete produrne di più è sufficiente raddoppiare le dosi. Io ne preparo circa 5 vasetti alla volta così da consumarlo sempre nel giro di qualche giorno.

Perchè il latte Uht?
Il latte a lunga conservazione si presta meglio per la preparazione dello yogurt fatto in casa perchè in esso non sono presenti batteri che potrebbero interferire con la carica batterica dei fermenti che daranno vita al nostro yogurt.

Procedimento:

Mescolare i due cucchiai di caffè solubile in un contenitore con un pò di latte appena tiepido.
Aggiungere il vasetto di yogurt naturale e mescolare bene. Aggiungere il latte restante e mescolare ulteriormente. A piacere si può aggiungere dello zucchero. Io generalmente lo metto solo al momento del consumo, perchè mi piace il mix "acidulo zuccherino" che si crea in bocca!:-)
Versare nei vasetti, e riporli nella yogurtiera.
Dopo circa 8 ore dovrebbero essere pronti. Nel caso non fossero sufficientemente densi accendere nuovamente la yogurtiera e attendere un altro paio di ore.

Dopodichè io ripongo i vasetti in frigo circa 2 ore .

Questo yogurt è ottimo per uno spuntino a metà mattina o a merenda, magari con l'aggiunta di un cucchiaino di zucchero di canna.

martedì 26 ottobre 2010

Marmellata di castagne fatta in casa

marmellata castagne

E' abbastanza un lavorone preparare questa marmellata ma con un pò di organizzazione si può tranquillamente fare e rimane qualcosa di golosissimo!
Il risultato finale sarà molto simile ad una glassa...e il sapore ricorderà un pò quello dei marron glacè. E' ottima la mattina a colazione, ma è qualcosa di fantastico come farcitura di crepes dolci!:-)


Occorrente:

- 1,5 kg di castagne
- 1 kg zucchero

Procedimento:

Per prima cosa si pelano le castagne.
Dopo aver privato le castagne della pelle si mettono a lessare in acqua bollente per circa 40 minuti (dipende un pò dalla loro grandezza).
Si scolano e si privano della loro pellicina.
Si schiacciano le castagne con le mani (si possono anche passare nel passaverdura).
Si pesa a questo punto la quantità di "purea" di castagne. Questa operazione è importante perchè per fare la nostra marmellata utilizzeremo tanto zucchero quanto è il peso della purea.
Nel mio caso da 1,5 kg di castagne iniziali sono arrivata ad 1 kg di purea: quindi ho utilizzato 1 kg di zucchero.

marmellata castagne
Purea di castagne

A questo punto, si mette in una pentola 1 kg di zucchero e 1 bicchiere d'acqua per ogni 1/2 kg di zucchero, nel mio caso quindi 2 bicchieri.
Si mette sul fuoco e si fa sciogliere lo zucchero fino a quando non si ottiene uno sciroppo abbastanza denso.
Si aggiunge la purea di castagne allo sciroppo e si fa cuocere per 40 minuti circa, fino a quando la marmellata non prende la consistenza che vogliamo.

Si vuota la marmellata bollente nei barattoli precedentemente sterilizzati.
Si richiudono i barattoli e si capovolgono. Io li ripongo in cantina così, girandoli solo al momento del consumo.

lunedì 27 settembre 2010

Marmellata di fichi fatta in casa



Premetto che è la prima volta che la faccio..ma quest'anno i fichi sono proprio tanti e dopo averne mangiati tantissimi e regalati altrettanti ad amici zii e parenti vari qualcosa bisognava pur fare!:-)

Occorrente:

- 2kg di fichi
- 2 bustine di Fruttapec 3:1
- 700 grammi di zucchero

Ho notato che in commercio esistono diversi tipi di fruttapec: quello che io ho utlizzato è quello che prevede una minore quantità di zucchero.

Procedimento:

Ho raccolto i fichi direttamente dalla pianta, li ho lavati ed asciugati.
Li ho sbucciati e tagliati a pezzettini piccoli piccoli. Ho aggiunto 700 gr di zucchero (350 grammi per ogni kg di frutta) stando alle indicazioni del fruttapec 3:1, e le due bustine di fruttapec. Ho portato ad ebollizione e ho lasciato sobbollire per circa 6 minuti.

Ho invasato la marmellata ancora calda e ho capovolto i barattoli a testa in giù.

Una volta freddi ho portato i barattoli in cantina. Ora non vedo l'ora di assaggiarla!:-)

martedì 7 settembre 2010

Passata di pomodoro cruda



Avendo nell'orto tantissimi pomodori maturi da raccogliere, stamattina ho deciso di metterli via per l'Inverno sotto forma di passata cruda.
Lo scorso anno li ho messi via così e mi sono trovata benissimo. Non vi dico che gioia in pieno inverno aprire i vasetti con la nostra buonissima passata!:-)

I miei nonni li mettevano sempre via sotto forma di "conserva": una passata di pomodoro cotta con cipolla e gusti vari, ma nel mio caso preferisco metterli via crudi, senza gusti, e quando sarà ora di consumarli, deciderò che tipo di uso farne. Così facendo è anche piuttosto veloce metterli via. E posso confermare che sulla pizza fatta in casa la passata cruda è davvero squisita!:-)

Come procedere?

Ho raccolto i pomodori dal'orto e mi sono procurata dei barattoli in vetro con i loro coperchi, un passaverdura e un pentolone dove poi mettere a bollire i barattoli.



Ho lavato e spellato i pomodori. Per facilitarne la spellatura io li butto in acqua bollente per 5 minuti. Dopodichè li passo con il passaverdura.

La passata che ottengo è abbastanza liquida: la passo allora in un colino per levare un pò di acqua. Nel caso la si cuocesse tenderebbe ad addensarsi in cottura ma mettendola via cruda chiaramente resta un pò più liquida.



Dopodichè con un imbuto invaso nei barattoli.

Li chiudo ermeticamente e li metto in un pentolone avvolti da degli strofinacci, in modo che non si rompano quando, bollendo, vengono a contatto.

Li ricopro di acqua fredda (le capsule devono avere qualche cm di acqua sopra) e li porto ad ebollizione. Quando bollono vistosamente li lascio bollire per 30-35 minuti. Dopodichè spengo e li lascio raffreddare nell'acqua.
Durante quest'ultima fase si crea il vuoto nei barattoli e ciò farà in modo che la passata si conservi nei mesi successivi.

Una volta freddi i barattoli si possono prendere dalla pentola e riporre in cantina,dispensa etc.

venerdì 26 marzo 2010

Budino al cioccolato con latte di soia e agar agar

budino vegan fatto in casa

A me piaccciono tantissimo dolci al cucchiaio come la panna cotta e il budino, ma fatti con i preparati pronti non mi fanno impazzire.
Mia nonna faceva il budino in casa con farina, latte, uova e cacao e la chiamava "crema dolce". Ne ero ghiottissima. E chiaramente aveva un sapore speciale.:-)
Tempo fa avevo provato a fare questi budini al cioccolato, con latte vaccino e gelatina alimentare (detta anche colla di pesce). Erano venuti molto buoni.

Qualche giorno fa, tuttavia, avendo in casa dell'agar agar e del latte di soia da consumare, ho pensato di modificare un pò la ricetta fino a farla diventare una variante vegana di questa ricetta.

Che cos'è l'Agar Agar?
Per chi non lo conoscesse l' agar agar è un gelificante naturale, tratto da un'alga. Può essere utilizzato in cucina come sostituto della colla di pesce. E'completamente naturale e ben si presta per la preparazione di gelatine, marmellate, aspic e quant'altro. Può essere considerato la variante vegan della colla di pesce.

Qui di seguito posto la ricetta.:-)

Ingredienti:

- 500 gr latte di soia
- 2 cucchiai di cacao amaro
- 2 cucchiai di farina 00
- 3 cucchiai abbondanti di zucchero
- 1 cucchiaino di agar agar in polvere

Procedimento:

In una ciotola mettere la farina e il cacao setacciati (per evitare la formazione di grumi) e lo zucchero.
Scaldare il latte di soia. Aggiungere due mestoli di latte caldo nella ciotola dove abbiamo messo farina, cacao,zucchero. Amalgamare bene con una frusta, evitando di formare grumi.
Incorporare il composto al restante latte caldo nella pentola e portare il tutto ad ebollizione.
Il composto inizierà ad addensarsi. Quando è abbastanza denso, spegnere e togliere dal fuoco.
Aggiungere il cucchiaino di agar agar.
Mescolare bene.
Versare negli stampini e lasciare raffreddare a temperatura ambiente, dopodichè mettere in frigo per 3-4 ore.

venerdì 5 marzo 2010

Pane allo yogurt e cioccolato con pasta madre

pane allo yogurt e cioccolato con pasta madre

In questo periodo, ve ne sarete accorti, sono in fissa con la pasta madre.
Ancora non mi sembra possibile riuscire a panificare senza dover utilizzare il lievito di birra!

Con il lievito naturale mi si è aperto davanti un mondo: vengono fuori pane, pizze, focacce e dolci molto leggeri, maggiormente digeribili per chi, come me, ha un intolleranza verso il lievito di birra e dal sapore semplice e genuino. Siccome mi ritrovo spesso con molta pasta madre dopo i vari rinfreschi, ne approfitto per sperimentare un pò ed è così che sono andata in cerca di consigli, ricette e suggerimenti ed ho trovato questa ricetta.

La ricetta di cui vi parlo proviene dal forum del sito Cookaround.com. Si tratta di un pane con cioccolato fondente e yogurt. Perfetto la mattina a colazione.
Io ho solamente modificato qualcosina a mio piacimento.

Ingredienti:

- 1 vasetto di yogurt da 125 gr naturale
- 100 gr di latte
- 70 gr di lievito madre
- 230 gr di farina tipo 00
- 70 gr di farina Manitoba
- 2 cucchiai di olio di semi di girasole
- 4 cucchiai di zucchero
- 50 grammi cioccolato fondente


Procedimento:

Si mette in una ciotola il latte, il lievito madre, lo zucchero, lo yogurt, l'olio e le farine.
Si impasta. L'impasto rimane abbastanza morbido. Si mette della carta da forno in una teglia da plumcake, si imburra leggermente e si versa l'impasto.
Si taglia a pezzetti il cioccolato fondente e lo si aggunge all'impasto.
Lo si lascia lievitare 7 ore in luogo riparato. Io l'ho coperto con uno strofinaccio bagnato, per evitare che seccasse in superficie.

Trascorse le 7 ore si spennella la superficie con latte o uovo sbattuto e si inforna in forno caldo a 180°per 30 minuti.

E' facile e veloce da preparare: io lo preparo in mattinata e la sera, prima di cena, lo inforno. Così ce ne scappa un pezzetto come dessert per cena ed è già pronto per la colazione del giorno successivo. :-)

martedì 2 febbraio 2010

Formaggio stagionato fatto in casa

stagera

Tempo fa avevo pubblicato un post in cui spiegavo come fare il formaggio fresco in casa.
Tuttavia quando ho un pò di tempo mi piace fare anche del formaggio stagionato.
Il procedimento è un pochino più lungo e laborioso ma una volta che ci si è presa la mano diventa più facile a farsi che a dirsi. :-)
Per quanto concerne il modo di procedere io mi rifaccio a questo manuale tratto dal sito Mr Carota.it, dove il procedimento è spiegato davvero bene.

Io ormai sono due anni che periodicamente lo faccio. Soprattutto in Inverno quando la temperatura fuori non è troppo alta!
Le tome che metto a stagionare le tratto con un'estrema cura e quando arriva il momento di mangiarle ... quasi mi dispiace! Cerco sempre di mangiarle quando ricorre un occasione particolare...una cena tra amici o una riunione di famiglia.

Occorrente per fare in casa due "tomette" :

- 8 litri di latte crudo
- due cucchiani di caglio
- termometro per alimenti
- fascelle



Si porta il latte ad una temperatura di 37° e si aggiunge il caglio. Si mescola bene.

Si copre la pentola con un coperchio e si lascia riposare il latte per 1 ora.
In inverno però, dato il freddo, potrebbe volerci un pò di più: se la cagliata non si è formata, aspettare.

Dopo un'ora si controlla se si è formata la cagliata. Se sì, allora si taglia la cagliata con un coltello e la si lascia riposare 5 minuti.

Dopo 5 minuti si rompe definitivamente la cagliata con una frusta da cucina...io la rompo in pezzi abbastanza piccoli quando devo mettere il formaggio a stagionare.

Dopodichè si cuoce la cagliata. La si porta ad una temperatura compresa tra i 45° e i 60°.
Io l'ho portata ad una temperatura di 45°, ho spento ed ho iniziato a metterla nelle fascelle.
La cottura della cagliata serve a fare in modo che nelle fascelle il formaggio perda una quantità maggiore di siero.

Dopo averla messa nelle fascelle ho lasciato le tomette a stufare.
La stufatura è la fase che prevede la fuoriuscita del siero dalla cagliata e deve essere fatta in ambiente piuttosto umido. Come suggeriva il sito mi sono arrangiata e ho messo le tome in una bacinella con delle tazze d'acqua bollente e le ho ricoperte con un asciugamano.

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La stufatura può durare da poche ore fino a qualche giorno.
Io le ho lasciate stufare 24 ore. Di tanto in tanto andavo a cambiare le tazze d'acqua e cercavo di far in modo che l'ambiente fosse sempre piuttosto umido.

Finita la fase di stufatura si passa a quella della salatura del formaggio.
Ho preparato una salamoia con 2 litri d'acqua e 320 grammi di sale ( 160 grammi per litro d'acqua), ho messo la toma, ancora nella sua fascella nella bacinella, l'ho ricoperta con un piatto così che andasse a fondo e fosse completamente ricoperta d'acqua. L'ho messa in frigo per un'ora e mezza.

formaggio fatto in casa

Terminata la fase di salatura si può levare la toma dalla fascella. Seguirà ora la fase della stagionatura.

formaggio fatto in casa

Per la stagionatura io utilizzo due piattini di legno non trattato su cui pongo le tome. L'ideale sarebbe mettere il formaggio su una griglietta che permetta al formaggio di aerearsi del tutto.

Dopodichè metto le tome dentro un mobiletto apposito che in piemontese si chiama "stagera", comprata ad una fiera qualche anno fa e le porto nella mia cantina.

formaggio fatto in casa

Lascio stagionare le tomette generalmente per 3 o 4 settimane, rigirandole una volta al giorno per la prima settimana. Poi a partire dalla seconda settimana le rigiro solo ogni due o tre giorni.
Durante le prime settimane bisogna ungere un giorno sì e uno no le tomette con olio di semi e un pò d'aceto: questo aiuterà a formare la crosta del formaggio.

mercoledì 2 dicembre 2009

Involtini di cavolo verza



I cavoli nel mio orto stanno crescendo ma sono ancora piccini...prima di riuscire a mangiarne uno, credo, passerà ancora parecchio tempo.
Due giorni fa , però, il mio vicino di casa mi ha regalato due enormi cavoli verza provenienti dal suo orto. Avendoli piantati prima di me li ha già belli grandi! Dopo averne consumati un bel pò passati in padella, crudi in insalata, averli aggiunti alla minestra di verdure e non sapere più come cucinarli...mia suocera mi ha fornito una brillante idea: fare degli involtini!
Farli è facile facile!

Occorrente:

- un cavolo verza dalle foglie belle larghe
- una mozzarella ( fontina o qualsisasi formaggio che fila va comunque benissimo)

Procedimento:

Mettere a bollire in una pentola dell'abbondante acqua salata.
Staccare dalla verza le foglie esterne belle larghe e sbollentarle per 5-6 minuti.
Una volta sbollentate, scolarle e asciugarle con della carta assorbente e farcirle con il formaggio che avrete scelto (io ho utilizzato della mozzarella).
Arrotolarli e chiuderli con uno stuzzicadenti.

Passarli in forno a 180° per circa 10 minuti fino a quando il formaggio non si sarà sciolto del tutto e servire.

Si possono preparare anche con largo anticipo, la mattina per esempio, e poi poco prima di servirli si passano in forno. :-)

involtini verza

venerdì 30 ottobre 2009

Yogurt fatto in casa

yogurt fatto in casa

Lo yogurt è un alimento che mi piace tantissimo. Esso consiste in latte fermentato da fermenti lattici che gli vengono aggiunti e che fanno sì che il lattosio, presente nel latte, si trasformi in acido lattico.

Farlo in casa è molto semplice ed è anche piuttosto pratico, data la diffusione di varie yogurtiere in commercio.
Noi ne abbiamo una che ci è stata regalata tempo fa e lo facciamo spesso in casa.

Che dire dello yogurt fatto in casa?

- è molto più buono di quello in commercio : io non riesco quasi più a mangiare lo yogurt del supermercato, mi sembra annacquato rispetto al nostro!
- è più economico: con un litro di latte e una bustina di fermenti lattici si ottengono 8 vasetti di yogurt.
- è ecologico : zero imballaggi ma solo comodi e pratici vasetti di vetro in dotazione alla yogurtiera che si possono lavare e riutillizzare.

Le yogurtiere in commercio sono inoltre abbastanza accessibili: tra 15 e i 30 euro si trovano moltissime valide alternative.

Per fare in casa lo yogurt serviranno:

-Un litro di latte intero
-Fermenti lattici (acquistabili in farmacia)

Dopo di che sarà sufficiente mescolare il latte ( a temperatura ambiente) e i fermenti lattici in un contenitore. Dopo aver mescolato, si versa il tutto nei vasetti di vetro e li si ripone nella yogurtiera.

I vasetti prima dell'accensione della yogurtiera:

yogurtiera

Si accende la yogurtiera e dopo circa 6-8 ore lo yoghurt è pronto.

La yogurtiera non fa altro che riscaldare il latte e i fermenti fino a 35°-40° e mantenere costante questa temperatura, che permetterà allo yogurt di formarsi.

Nel caso non si volessero acquistare i fermenti lattici in farmacia si può mescolare il latte ad un vasetto di yogurt naturale da 125 gr.
I risultati migliori io li ho ottenuti usando dello yogurt naturale bio della Coop mischiato con un pò meno di un litro di latte. Viene uno yogurt cremosissimo! :-)

Inoltre, qualora si faccia spesso lo yogurt, si può tenere da parte un vasetto di yogurt fatto in casa: lo si potrà utilizzare come starter per lo yogurt successivo.
Basterà infatti ogni volta mescolare il nostro vasetto di yogurt autoprodotto ad un litro di latte e si avranno nuovamente altri 8 vasetti yogurt.
Dopo un pò di volte che si utilizza questo metodo, però, lo yogurt comincia a diventare sempre più liquido: a quel punto conviene utilizzare per il prossimo yogurt dei nuovi fermenti.

lunedì 26 ottobre 2009

Pizza con poolish

pizza fatta in casa con poolish

Da quando ho scoperto il poolish lo utilizzo veramente tantissimo.
La lievitazione mista che si ottiene con il poolish (sia acida sia alcolica) rende il pane e altri prodotti da forno davvero ottimi.

Ieri ero in preda ad una voglia matta di pizza, e quindi ho pensato di farla utilizzando il poolish che uso per fare il pane con la macchina del pane.
E' stato un esperimento riuscito!
Prima di ieri avevo sempre fatto la pizza in casa con lievitazione diretta, e veniva comunque buona ma con il poolish dovrebbe risultare più leggera, dato che la quantità di lievito di birra presente nell'impasto è minore.

Per fare la pizza con il poolish bisogna partire con un certo anticipo: io ho iniziato alle 10 del mattino per aver una pizza pronta da mangiare la sera. Il poolish in questione prevede infatti 5 ore di lievitazione.

Per il poolish:

- 300 gr di farina di tipo 0
- 300 gr di acqua tiepida
- 3 gr di lievito di birra fresco


Metto gli ingredienti in un contenitore e mescolo bene fino ad ottenere una pappetta. Lascio riposare il composto fuori dal frigo, coperto, per 5 ore.

Trascorse le 5 ore aggiungo:

- 200 grammi di farina di tipo 0
- un cucchiaino di zucchero
- due cucchiaini di sale.
- un cucchiaio d'olio extravergine di oliva


Impasto bene.

Se l'impasto è troppo molle e si attacca alle mani aggiungo ancora un pochino di farina.

Metto l'impasto a lievitare nel suo recipiente, coperto da un'asciugamano umido, in forno spento per 2 ore.
L'asciugamano umido farà in modo che l'impasto non si secchi in superficie e possa lievitare bene, mentre il forno è un posto coperto, al riparo da correnti d'aria che potrebbero disturbare la lievitazione.

Trascorse le 2 ore, divido l'impasto in due palline e le stendo con il mattarello per far uscire il lievito in eccesso.

Preparo due teglie con carta da forno leggermente oliata e vi dispongo sopra l'impasto steso.
Lo ricopro con il pomodoro e lo lascio lievitare ancora 30 minuti.

Qui sotto vedete una delle due teglie prima di essere infornata:

pizza fatta in casa con poolish

Accendo il forno alla temperatura massima (Il mio è un forno a gas che arriva fino a 260°) e quando è ben caldo inforno la prima pizza solo con il pomodoro.
Lascio cuocere 10-15 minuti o fino a quando l'impasto non mi sembra ben cotto.

Tiro fuori la teglia e aggiungo la mozzarella, che avrò precedentemente spezzettato con le mani ( mai tagliarla, perchè "fila" di meno, o almeno così mi hanno insegnato!:-)). E inforno di nuovo.
Lascio cuocere 5 minuti o fino a quando la mozzarella non sarà sciolta per bene.

Tiro fuori la teglia e aggiungo a piacere gli altri ingredienti (tonno, carciofini, olive, acciughe etc).
Informo di nuovo per qualche altro minuto.

Tiro fuori la prima teglia di pizza pronta da mangiare e inforno la seconda.
Mentre mangiamo la prima teglia,bla seconda cuoce per bene!:-)

martedì 20 ottobre 2009

Fare in casa i tomini freschi

tomini fatti in casa

Come suggerivo in questo post autoprodurre il formaggio in casa è piuttosto semplice e via via che ci si prende la mano è anche abbastanza rapido. Con le quantità che andrò a riportare si ottengono 12 tomini e una tometta, quindi serviranno un bel pò di fascelle oppure una fascella grande con la quale si otterrrà un tomino molto grande!

Come promesso ecco qui la ricetta che utilizzo io per fare in casa i tomini freschi:

Per fare i tomini freschi serviranno:

-4 litri di latte vaccino crudo (si può reperire in cascina o nei distributori di latte crudo)
-1 cucchiaino e mezzo di caglio
-Fascelle

Procedimento:

Mettere il latte appena preso dalla cascina in una pentola capiente. Io consiglio di filtrarlo.

latte crudo

Mettere sul fuoco e portare a 37 gradi. Se non avete un termometro per alimenti qui vi suggerisco come riconoscere quando il latte arriva a 37°. Spegnere fornello.

Aggiungere un cucchiaino e mezzo di caglio e mescolare bene.

Coprire la pentola con il suo coperchio e lasciare riposare per un'ora, senza mai spostarla o muoverla per fare in modo che il caglio possa coagulare il latte.

Dopo un 'ora il latte dovrebbe essersi cagliato e aver preso la consistenza di un budino.
Prendere un coltello e tagliare la cagliata a quadratini.
Lasciare riposare 5 minuti.

cagliata

Trascorsi 5 minuti prendere una frusta da cucina e rompere la cagliata in pezzetini ancora più piccoli.
Lascio riposare 10 minuti. Si vede che a poco a poco il nostro formaggio si adagia sul fondo lasciando in superficie il siero.

cagliata


Mi trasferisco sul lavello e inizio a mettere la cagliata nelle fascelle, riempiendole fino all'orlo.
A poco a poco sgoccioleranno e si ridurrano di volume.

tomini nelle fascelle

Consiglio di coprirle con un asciugamano per impedire che mosche e bestiole varie ci vadano sopra!:-)

Dopo un'ora girare i tomini e salarli con qualche granello di sale grosso.

Lasciare i tomini a sgocciolare sullo sgocciolatoio 5 ore, dopo le quali saranno pronti per essere mangiati.:-)

Per conservarli, si ripongono in frigo e lì si conservano 3-4 giorni.
Un consiglio che do è quello di toglierli dal frigo una ventina di minuti prima di mangiarli...a temperatura ambiente sono ancora più buoni.:-)

giovedì 15 ottobre 2009

Farinata di ceci

Parlando di semplicità in cucina ecco un piatto davvero semplice e gustoso...e se vogliamo anche economico.
Sto parlando della Farinata di ceci. E' un piatto di impatto, che ricorda quasi una focaccia.
Non so perchè ero convinta che fosse difficile da preparare e invece con mia somma gioia ho scoperto tempo fa, che invece è proprio facile facile da cucinare. Ne potrei mangiare quantità industriali.:-)

Siccome sono profondamente curiosa spesso vado alla ricerca di come piatti come questo vengono inventati...e spesso viene fuori che il tutto è avvenuto in maniera casuale. Anche gli egizi, si dice, scoprirono la panificazione in modo casuale!

Leggenda vuole, secondo Wikipedia, che nel 1284 delle galee genovesi di ritorno da una battaglia contro Pisa, cariche di barili d'olio e sacchi di ceci, si siano trovate nel bel mezzo di una tempesta. Durante la tempesta alcuni sacchi e barili si rovesciarono e si inzupparono di acqua salata.
Siccome le provviste eran poche ai marinai venne comunque dato da mangiare una sorta di poltiglia di questi ceci, acqua e olio, la quale non era molto appetitosa. Alcuni marinai allora lasciarono le loro ciotole al sole e scoprirono che si era creata una sorta di frittella.
Una volta rientrati a Genova, i genovesi provarono a cuocere la "poltiglia" in forno e il risultato fu la farinata.


La ricetta che utilizzo io è questa:

Ingredienti:

-150 grammi di farina di ceci
-500 ml di acqua
-un pizzico di sale
-2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva

Procedimento:

Passo al setaccio la farina di ceci e la metto in una ciotola, dopo di che aggiungo l'acqua, mescolando con una frusta, per evitare che si formino grumi. Aggiusto di sale.
Copro con un asciugamano da cucina e lascio riposare fuori dal frigo 4 o 5 ore.
Tolgo la schiumetta che si è formata in superficie con un cucchiaio.
Unisco l'olio al composto. Mescolo bene.
Verso il composto in una teglia antiaderente (l'ideale sarebbe utilizzare un'apposita teglia in rame stagnato) e inforno a 250°, fino a quando non si rapprende. Gli ultimi 10 minuti accendo il grill in modo che si formi in superficie una crosticina.

Appena sfornata aggiungo alla farinata del pepe nero macinato e del rosmarino tritato.

Prima di levare la schiumetta si presenta così:

composto per farinata

La farinata appena sfornata:

farinata di ceci

Mi piacciono questi piatti così gustosi e allo stesso tempo così semplici... :-)

mercoledì 7 ottobre 2009

Pane con poolish nella macchina del pane

E' ormai un anno che faccio da me in casa il pane con la macchina del pane.
In questo post riportavo la ricetta che uso più frequentemente.
Di recente ho comunque provato a fare il pane in un altro modo suggerito da questo blog, che è veramente fatto bene e può essere utilissimo a chi voglia iniziare a panificare in casa.

Innanzitutto comincerei con il dire che il pane si può fare con 3 tipi di lievitazione differente : lievitazione diretta, lievitazione indiretta e lievitazione naturale.

Qual'è la differenza?

-La lievitazione diretta è quella che si ottiene utilizzando il lievito direttamente nell'impasto del pane (la ricetta postata qui ne è un esempio)

-La lievitazione indiretta prevede invece che si prepari una pasta o una pastella in anticipo, la quale servirà da lievito per la nostra pagnotta.
In questo caso la quantità di lievito da utilizzare sarà minore.

- La lievitazione naturale è quella che si ottiene utilizzando il lievito madre o pasta acida: un impasto di farina e acqua reso acido dall'azione di lieviti e batteri.

La differenza tra le tre riguarda la fermentazione: quella diretta avrà una fermentazione alcolica, quella naturale una lievitazione acida e quella indiretta ne avrà una mista (sia acida e sia alcolica).
Il prodotto finale avrà sapori molto diversi: generalmente la lievitazione naturale è la migliore alternativa, seguita da quella indiretta e ancora dopo da quella diretta.

Il poolish è un esempio di lievitazione indiretta e consiste in un preimpasto ottenuto miscelando acqua, farina e lievito in proporzioni tali che esso risulti abbastanza liquido.

Ecco la ricetta che ho utilizzato e con cui ho fatto questo pane buonissimo, con un poolish lievitato per 5 ore.

Ingredienti:

Per il poolish:

-300 grammi di farina manitoba
-300 grammi di acqua
-3 grammi di lievito di birra fresco
(se utilizzate quello secco ne dovete usare un grammo poichè la proporzione è sempre 1:3)

Per la pagnotta:

-200 grammi di farina di tipo 00
-2 cucchiaini di sale
-2 cucchiaini di zucchero

Ho messo nel cestello della macchina del pane l'acqua, la farina e il lievito disciolto precedentemente in un pò d'acqua tiepida.
Ho avviato il programma impasto per 5 minuti e ho spento.
Ho lasciato riposare il tutto nel cestello per 5 ore.

poolish

Trascorse le 5 ore ho aggiunto 200 grammi di farina 00, 2 cucchiaini di sale, 2 cucchiaini di zucchero.
Ho impostato la macchina del pane con il programma base di cottura (pane classico o francese) e dopo 3 ore e mezza ecco il risultato!

pane fatto in casa con la macchina del pane

Davvero non c'è paragone...il pane fatto in questo modo è molto più soffice, gustoso e leggero. Il sapore di lievito si sente davvero poco.

pane fatto in casa con la macchina del pane

Vi rimando comunque a questo blog per ulteriori accorgimenti ed approfondimenti. :-)

lunedì 28 settembre 2009

La mia moussaka vegetariana

Quando ho un pò di tempo mi piace mettermi ai fornelli e cucinare.
Mi piace l'idea di mangiare qualcosa di particolare in qualche ristorante e poi provare a ri-crearla.
Quest'estate a Creta ho mangiato una buonissima moussaka vegetariana che ho voluto provare a rifare.

Premessa: io non sono vegetariana ma mi piace l'idea di riuscire a ridurre in parte il mio consumo di carne...sia perchè mangiare meno carne fa bene all'ambiente e sia perchè sono convinta che faccia bene anche a noi individui ridurre l'ingestione di proteine animali. Soprattutto quando gli animali vengono allevati in modo barbaro.


Per fare la mia moussaka ho impiegato:

- 4 melanzane lunghe piccole
- 4 patate
- 2 zucchine


Ho tagliato le melanzane a rondelle, le ho messe su un tagliere salate e lasciate riposare per un'ora, così che buttassero fuori l'acqua.

Ho tagliato le patate a rondelle, le ho buttate in acqua salata bollente e sbollentate per 5 -10 minuti (le ho levate quando erano morbide ma non troppo cotte).

Dopo aver sgocciolato e asciugato le melanzane le ho grigliate in una padella antiaderente, insieme alle zucchine tagliate anch'esse a rondelle.

verdure

A parte ho preparato la besciamella.

La mia è una besciamella un pò particolare...non amo troppo le salse come questa perchè spesso sono molto pesanti, ma ho trovato questa variante in rete che mi sembra ottima!
Al posto del burro (io adoro il burro... ma spalmato sulle fette biscottate e con la marmellata e non troppo per cucinare!) ho usato dell'olio extravergine di oliva. La differenza quasi non si sente.... ma alla fine ci si alza da tavola relativamente leggeri. Vi invito a provare!:-)

Ingredienti per la besciamella:

- 500 gr di latte
- 2 cucchiaini di olio extravergine
- 2 cucchiai di farina
- noce moscata
- un pizzico di sale


Ho messo l'olio in una pentola, l'ho scaldato leggermente e aggiunto la farina.
Ho mischiato bene con una frusta.
A parte ho scaldato il latte e l'ho aggiunto al composto di farina e olio. Ho portato ad ebollizione e quando si è addensato ho spento.
Ho aggiunto a questo punto una grattugiata di noce moscata e del sale.
Qualche grumetto purtoppo si è formato quindi ho filtrato la besciamella in un colino...il risultato è stato ottimo.

A questo punto per la moussaka, ho imburrato leggermente una teglia per plumcake, e iniziato a fare uno strato di patate, uno di besciamella, uno strato di melanzane e uno di besciamella, uno di zucchini e di besciamella e così via.
Alla fine ho ricoperto con la besciamella restante.
Ho grattugiato un pò di parmigiano sulla moussaka e infornato a 200° per circa 30 minuti.

Prima di infornare:

moussaka vegetariana

Appena sfornata:

moussaka vegetariana

E' venuta davvero buona e soprattutto molto leggera!:-)

lunedì 21 settembre 2009

Semolino dolce

Ieri avevo un pò di tempo e ho pensato di preparare il semolino dolce.
O meglio, la polenta dolce o "dussa"come si dice in piemontese!

semolino dolce impanato e fritto

Quando ero piccola la mangiavo spesso a casa dei miei nonni. Mia nonna la faceva la domenica quando andavamo tutti pranzo da lei (eravamo sempre almeno una decina di persone) e ne faceva tantissima!
Una volta pronta, la rovesciava su un grande tagliere di legno rotondo, dove il semolino veniva fatto raffreddare: appena freddo veniva tagliato a rombi, impanato e fritto..ma ricordo di averne mangiato un sacco anche cosi...senza impanatura:-)

Per preparare la polenta dolce serve del semolino (lo stesso che si usa per i gnocchi alla romana)...Ho notato, però, che al supermercato ci sono due tipi di semole di grano duro, una più gialla e grezza e l'altra più fine e chiara.
Il semolino che si usa per la polenta dolce, generalmente, è più fine e tendente al bianco rispetto alla semola di grano duro vera e propria.
Se comunque qualcuno ne sa qualcosina in più riguardo alla differenza tra le due semole, me lo faccia sapere!:-)


semola grano duro

Ingredienti:

-250 gr di semola di grano duro o semolino
-1 litro di latte
-80 gr di zucchero
-scorza di un limone grattugiata
-un pizzico di sale

Procedimento:

Versare il latte in un pentolino, e aggiungere lo zucchero e un pizzico di sale.
Portare ad ebollizione e versare la semola, rimestando frequentemente.
Aggiungere la scorza di limone.
Cuocere a fuoco moderato fino a quando il semolino non si è addensato.
Versare su un tagliere o dentro ad un recipiente piuttosto largo e livellare il semolino fino allo spessore di 1 cm.

Lasciare raffreddare.
Quando è freddo, girarlo, tagliarlo a rombi, passarlo nell'uovo e nel panepesto e friggerlo in olio di semi.

semolino dolce

semolino dolce fritto


Ndr: Alcuni una volta tolto il semolino dal fuoco lo lasciano intiepidire e poi aggiungono un uovo o due. Io preferisco farlo così... perchè è più leggero e comunque gustoso.

venerdì 11 settembre 2009

Il pane fatto in casa con la macchina del pane

In qualche post fa avevo parlato di come avevo iniziato ad avvicinarmi all'autoproduzione e avevo raccontato che il primo esperimento era stato il pane, alimento base della nostra alimentazione.
Da un anno a questa parte, fare il pane in casa è diventata un abitudine: generalmente lo facciamo due volte a settimana.

Diciamo che a darmi una mano quando ho poco tempo è la mia macchina del pane, che vedete qui sotto:

macchina del pane

E' molto utile questo elettrodomestico.Davvero.
Quando lavoravo in ufficio, la mattina riempivo il cestello con gli ingredienti, programmavo la mia macchina del pane e la sera verso le 19 quando tornavo, il pane era pronto.
Una senzazione stupenda.
Io credo si tratti di un un buon compromesso tra il nostro saper fare e la tecnologia.

Ho provato e riprovato diverse ricette ma quella con cui mi trovo meglio è questa:

Le dosi che seguono sono quelle necessarie a produrre una pagnotta di circa 750 grammi di pane bianco.

Ingredienti:

300 grammi di farina 00
160 grammi di farina manitoba
10 grammi di lievito di birra fresco
270 ml di acqua a temperatura ambiente
2 cucchiani di sale
2 cucchiaini di zucchero


Dopo aver dosato gli ingredienti nella mia bilancina metto nel cestello l'acqua, il sale, lo zucchero, la farina e in ultimo il lievito.

Il lievito va messo per ultimo perchè il sale altrimenti ne preclude la capacità di lievitare.

Il programma che utilizzo è quello per il pane classico, con doratura massima.

ingredienti

E' questa una ricetta molto semplice, ne esistono di svariate per il pane bianco. C'è chi aggiunge dell'olio, chi utilizza un pò di latte per migliorare l'impasto... ma io trovo che questa vada benissimo.


Il pane che ne risulta è davvero ottimo...gustoso e leggero.
E incredibilmente ...si conserva anche per qualche giorno, a differenza di quello che compro dal fornaio!
La mattina a colazione, tostato, è il top.:-)



Per produrre il mio pane cerco di utilizzare esclusivamente ingredienti di qualità.

Le farine che utilizzo sono farine biologiche che compro dal sito Tibiona.it e che mi faccio spedire a casa. L'azienda si trova vicino a Mondovì (CN).
Ne compro 10, 15 kg per volta così ne ho in casa una bella scorta per fare pane, pizza, torte, crostate ecc.
Sono farine ottime, nulla a che vedere con quelle del supermercato.

Il lievito invece è quello fresco, in cubetti, che si trova anche al supermercato.
Ha un costo abbastanza basso, sui 30 centesimi due panetti da 25 grammi.

Quanto allo zucchero, cerco di usare sempre zucchero di canna non raffinato. E'utile per aiutare la lievitazione e per migliorare la crosta della pagnotta.

L'acqua generalmente la uso tiepida. Se è troppo calda velocizza l'attività dello lievito, se troppo fredda rischia di rallentarla.

Questa è una delle tante ricette che si possono fare, ce ne sono moltissime altre..che magari a poco a poco posterò.:-)

mercoledì 9 settembre 2009

Pesto fatto in casa

Basilico fresco

Visto che il basilico abbonda in cortile ( l'altra settimana ne ho già messo via un po'), direi che è il caso di fare un po' di pesto, da conservare in freezer e gustare magari in inverno. A me il pesto piace proprio tanto, ma quello comprato a volte non è buonissimo, è pieno di conservanti e facilmente sa solo di aglio!

Ho trovato in rete questa ricetta che a mio avviso funziona benissimo: sono già due anni che la utilizzo e il risultato mi sembra soddisfacente.

Ci serviranno:

-4 mazzetti di basilico (circa 30 foglie grandi)
-½ bicchiere di olio extravergine d'oliva
-3 cucchiai di parmigiano reggiano (anche il grana va bene!)
-3 cucchiai di pecorino romano
-1 cucchiaio di pinoli
-qualche chicco di sale grosso
-uno spicchio d'aglio


Ndr :Nel caso in casa vi ritroviate con pochi pinoli, potete sostituirli con qualche noce o con delle mandorle!


Procedimento:


Si lavano bene le foglie di basilico e si asciugano, facendo attenzione a non stropicciarle troppo, altrimenti diventano nere.

Io le metto nella centrifuga per l'insalata...trovo vada benissimo per asciugarle!

Metto nel frullatore il basilico, i pinoli, l'olio e il sale.



Frullo un po' e poi mi fermo...altrimenti le lame rischiano di scaldarsi e il pesto diventerà scuro!

In seguito aggiungo i formaggi che avrò grattugiato in precedenza;

Frullo ancora un pochino in modo che tutto si amalgmani.

Aggiungo l'aglio intero.

Preferisco aggiungerlo intero..da comunque gusto e non copre troppo il sapore del basilico.

Et voilà..il pesto è fatto!

A questo punto lo metto in bicchieri di plastica, copro la superficie con della carta stagnola e lo metto in freezer.



I puristi o i genovesi mi diranno che questo più che un pesto è un trito e che il vero pesto si fa solo con il mortaio...a dire il vero io ci ho provato..ma con il mortaio non mi riesce troppo bene..quindi ancora per un po' mi servirò del frullatore!
Il risultato è garantito!:-)